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  • Roma - Giovedì 6 Agosto 2026

Palermo, 41 anni fa l'assassinio di Ninni Cassarà e Roberto Antiochia. L'APAMRI: «Il loro sacrificio continua a indicare la strada della legalità»

Nel quarantunesimo anniversario dell'agguato mafioso di Palermo in cui persero la vita il vice dirigente della Squadra Mobile Ninni Cassarà e l'agente Roberto Antiochia, l'APAMRI rende omaggio ai due servitori dello Stato. Il segretario generale Michele Grillo: «Il loro coraggio continua a essere un esempio per le nuove generazioni e un patrimonio della Repubblica».

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di Andrea Valenti

Quarantuno anni dopo, il ricordo resta intatto. Il 6 agosto 1985 Palermo fu teatro di uno degli attentati più feroci della storia della lotta alla mafia. Sotto i colpi di un commando di Cosa Nostra vennero assassinati il vice dirigente della Squadra Mobile di Palermo Ninni Cassarà e l'agente della Polizia di Stato Roberto Antiochia, caduti mentre rientravano nell'abitazione del funzionario al termine di una giornata di servizio.

Un agguato che colpì due servitori dello Stato impegnati in prima linea contro la criminalità organizzata e che rappresentò uno dei momenti più drammatici della stagione delle guerre di mafia che insanguinarono la Sicilia negli anni Ottanta.

Nel quarantunesimo anniversario della loro uccisione, l'APAMRI (Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Appartenenti alle Forze dell'Ordine, Militari e Civili) ha voluto ricordare il valore e il sacrificio di Cassarà e Antiochia, rinnovando l'impegno affinché la loro testimonianza continui a essere patrimonio delle nuove generazioni.

«Ricordare Ninni Cassarà e Roberto Antiochia – dichiara il segretario generale dell'APAMRI, Michele Grillo – significa rendere omaggio a due uomini che hanno servito lo Stato con coraggio, senso del dovere e assoluta dedizione. Il loro sacrificio non appartiene soltanto alla storia della Polizia di Stato, ma rappresenta una pagina fondamentale della coscienza civile del nostro Paese.»

«A distanza di quarantuno anni – prosegue Grillo – il loro esempio continua a ricordarci che la legalità, la giustizia e la libertà hanno avuto un prezzo altissimo, pagato da donne e uomini che non hanno mai arretrato davanti alla violenza mafiosa. È nostro dovere custodirne la memoria e trasmetterla ai più giovani, affinché comprendano il valore delle istituzioni e di chi le difende ogni giorno, spesso nel silenzio e con straordinario spirito di servizio.»

L'APAMRI sottolinea come il ricordo di Cassarà e Antiochia non debba limitarsi alle celebrazioni anniversarie, ma tradursi in un impegno quotidiano nella diffusione della cultura della legalità e nel sostegno a tutte le donne e gli uomini delle Forze dell'Ordine che continuano a operare, con professionalità e sacrificio, al servizio della collettività.

Quarantuno anni dopo quel tragico 6 agosto 1985, il nome di Ninni Cassarà e Roberto Antiochia resta indissolubilmente legato alla parte migliore dello Stato: quella che non si piega alla criminalità organizzata e che continua a difendere, con coraggio e senso delle istituzioni, i valori della democrazia e della libertà.

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