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  • Napoli - Venerdì 8 Maggio 2026

Papa Leone XIV a Pompei: “Non rassegnamoci alla morte, serve un impegno spirituale per la pace"

Nel primo anniversario della sua elezione, il Pontefice visita la città mariana prima di recarsi a Napoli. Tra bagni di folla e preghiere sulla tomba di San Bartolo Longo, Leone XIV lancia un appello ai potenti della Terra: "Nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo l'amore di Dio".

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Papa Leone XIV è arrivato a Pompei per la visita pastorale che oggi lo porterà prima nella città mariana e poi a Napoli, celebrando il primo anniversario della fumata bianca dell’8 maggio 2025 come successore di Papa Francesco.

Al suo arrivo, il Pontefice è stato accolto da monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo di Pompei, dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, dal prefetto di Napoli Michele di Bari, dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi (che su X lo ha accolto così: “Benvenuto nella nostra terra Papa Leone XIV”) e dal sindaco di Pompei Andreina Esposito. 

Durante l'omelia alla messa celebrata in piazza San Bartolo Longo, il Papa ha dichiarato: “Quando San Giovanni Paolo II indisse l’Anno del Rosario – l’anno prossimo si compirà un quarto di secolo –, lo volle porre in modo speciale sotto lo sguardo della Vergine di Pompei.

I tempi da allora non sono migliorati. Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore. Lo stesso Pontefice, nell’ottobre 1986, aveva radunato ad Assisi i leader delle principali religioni, invitando tutti a pregare per la pace. In diverse occasioni anche recenti, sia Papa Francesco che io abbiamo chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare per questa intenzione”.

Ha poi aggiunto: “Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono. Da questo Santuario, la cui facciata San Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra Supplica. Gesù ci ha detto che tutto può ottenere la preghiera fatta con fede. E San Bartolo Longo, pensando alla fede di Maria, la definisce ‘onnipotente per grazia’. Per sua intercessione, venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo. Fratelli e sorelle, nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell’amore, che Gesù, il Signore, ci ha rivelato e donato. Crediamo in Lui, speriamo in Lui, seguiamo Lui”.

All'interno del Santuario, Leone XIV ha affermato: “Che bella giornata, quante benedizioni che il Signore ha voluto dare a tutti noi oggi. Mi sento il primo benedetto per poter venire qui al Santuario della Madonna nel giorno della Supplica in questo anniversario. Grazie a tutti voi per essere qui. Siamo tutti uniti in Gesù Cristo, nella nostra mamma Maria, in questa bellissima benedizione e in questa bellissima giornata, Gesù anche oggi ci sta vicino”.

Parlando al Tempio della Carità, ha poi detto: “È bello per me iniziare questa visita pastorale sulle orme di San Bartolo Longo, che ho avuto la gioia di canonizzare il 19 ottobre scorso. Qui nelle opere del Santuario si sperimenta ogni giorno la potenza della resurrezione di Cristo, che nell’amore rigenera i cuori nella vita buona del Vangelo. Qui il Tempio della carità e il tempio della fede si sostengono a vicenda, la preghiera alimenta l’accoglienza, l’affetto, il servizio e l’impegno generoso di tanti nei centri educativi, nelle case famiglie nella mensa per i poveri intitolata a Papa Francesco. E l’amore compie miracoli che vanno ben oltre ogni aspettativa.

Quando San Bartolo giunse per la prima volta a valle di Pompei vi trovò una terra afflitta da tanta miseria, abitata da contadini molto poveri, funestata dalla malaria e dai briganti. Egli seppe vedere però in tutti il volto di Cristo, nei grandi e nei piccoli e in particolare negli orfani e figli dei carcerati, a cui fece sentire il palpito del cuore di Dio.

A chi poi gli diceva che i suoi giovani erano destinati alla stessa sorte dei loro genitori, rispondeva che l’amore può spingere al bene anche i ragazzi più difficili, e che in ogni campo di azione solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive. Aveva ragione, e lo ha dimostrato facendo di questo luogo con fede e con impegno un centro di vita cristiana e di devozione a Maria santissima conosciuto in tutto il mondo”.

Rivolgendosi ai giovani, il Papa ha raccomandato: “A voi bambini, ragazzi e giovani, raccomando di avere fiducia in chi con amore si prende cura della vostra crescita, e di confidare in Gesù, l’amico che non ci abbandona né ci respinge mai, il fratello che ci comprende e cammina sempre con noi. Lasciatevi coinvolgere e spingere dalla gioia che viene dalle sue parole e dai suoi esempi, e annunciatela a tutti. Il nostro mondo ne ha tanto bisogno e voi, che ben la conoscete, potete esserne i testimoni più convincenti con la vostra freschezza”.

Ad educatori e religiosi ha chiesto: “Fratelli e sorelle, sacerdoti, religiose e religiosi, coniugi impegnati nelle Case Famiglia, educatori e volontari, il Santo Rosario posto simbolicamente a fondamento del Santuario e della città è il motore nascosto che rende possibile tutto il resto. Raccomando a tutti voi di tenere sempre viva e di diffondere questa antica e bellissima devozione, grazie alla quale, contemplando i misteri della vita di Gesù con gli occhi semplici e materni di Maria, quanto egli ha operato penetra nei nostri cuori e trasforma la nostra esistenza. Sia questo il vostro programma di vita, essere uomini e donne di preghiera, per riflettere come specchi terzi e umili la luce che viene da Dio. Così alimenterete con gesti e parole la fiamma d’amore che San Bartolo ha acceso, e sarete nel servizio, nel dialogo e nella vita di fede, modelli credibili e guide sapienti per questa meravigliosa gioventù”.

Il mondo politico ha partecipato alle celebrazioni con numerose dichiarazioni sui social. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato: “‘Habemus Papam’. Un anno fa, la fumata bianca sulla Cappella Sistina annunciava al mondo che la Chiesa aveva scelto il successore di Pietro. In questa occasione desidero rinnovare a Papa Leone XIV un pensiero riconoscente per il suo instancabile messaggio di fede, speranza, pace, dialogo tra i popoli e vicinanza agli ultimi. In un tempo complesso e segnato da grandi incertezze, la sua voce rappresenta un punto di riferimento a livello globale, per i cristiani e non solo”.

Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato: “Un anno di Pontificato. Grazie a Papa Leone XIV per la sua guida e per il suo costante impegno a favore della pace”. 

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha scritto: “A Sua Santità Papa Leone XIV, a un anno dalla Sua elezione al soglio pontificio, rivolgo un pensiero di profondo affetto e gratitudine. Grazie per essere una guida instancabile nel richiamare il mondo al valore della pace e della diplomazia”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha postato: “Desidero rivolgere i miei sinceri auguri a Papa Leone XIV per il suo primo anno di Pontificato, segnato da un forte richiamo alla pace, al dialogo e alla fraternità. Il Suo cammino spirituale continua a rappresentare un riferimento prezioso per milioni di fedeli nel mondo”.

La ministra Alessandra Locatelli ha aggiunto: “Un anno fa iniziava il pontificato di Papa Leone XIV. Dodici mesi segnati da parole di pace, vicinanza alle persone e da un forte richiamo alla responsabilità di ciascuno verso il prossimo, soprattutto in un tempo attraversato da guerre, sofferenze e divisioni. Un cammino che continua a ricordarci quanto siano importanti l’ascolto, il dialogo, il rispetto della dignità di ogni Persona e la costruzione di comunità capaci di prendersi cura gli uni degli altri”.

Sul fronte ecclesiale e sociale, monsignor Tommaso Caputo ha dato il benvenuto dicendo: “Padre Santo benvenuto a Pompei, nella città di Maria e del Rosario, la città della Supplica, la preghiera che per ineffabili vie ha condotto Sua Santità da noi nel giorno del primo anniversario dell’elezione al soglio pontificio. Con la sua visita pastorale si apre la porta del Tempio della Carità, che dall’8 maggio 1887 fa sintesi dei valori che hanno sostenuto la nascita e lo sviluppo della nuova Pompei. Oggi il benvenuto glielo dà una rappresentanza di bambini, ragazzi e adulti accolti nelle diverse opere che fanno corona al Santuario, nelle quali si attua una pedagogia intrisa di umanità, di fede, di amore e di preghiera”.

La Presidenza della CEI ha inviato un lungo messaggio: “Beatissimo Padre, nel primo anniversario della Sua elezione al Soglio Pontificio, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, interpretando i sentimenti delle Chiese che sono in Italia, desidera esprimerLe affetto filiale, gratitudine sincera e rinnovata comunione.

Dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, nel Suo saluto al popolo di Dio, ha consegnato alla Chiesa e al mondo le parole del Risorto: ‘La pace sia con tutti voi’. In quel saluto, semplice e solenne, abbiamo riconosciuto la cifra del Suo ministero: annunciare Cristo, nostra pace, e indicare all’umanità una pace ‘disarmata e disarmante, umile e perseverante’. In questo primo anno, segnato da guerre, tensioni e linguaggi carichi di conflittualità, la Sua voce ha richiamato tutti alla responsabilità della pace: non come formula astratta, ma come esigenza evangelica e compito quotidiano, via di verità, giustizia e dialogo. Le siamo grati per averci ricordato che la pace nasce dalla fede nel Risorto e si oppone al male con la forza mite e tenace del Vangelo. Ci ha mostrato con chiarezza paterna le coordinate del cammino: annuncio del Vangelo, costruzione della pace, promozione della dignità umana, cultura del dialogo. 

Ad Assisi, a conclusione della nostra Assemblea Generale, ci ha chiesto di essere 'profezia di pace per il mondo'. Abbiamo accolto queste parole come consegna pastorale, perché le nostre comunità – nelle parrocchie, nelle aree interne, nelle periferie urbane ed esistenziali – siano luoghi di ascolto, riconciliazione e prossimità. In un tempo nel quale la pace viene talvolta fraintesa, contestata o contrapposta alla sicurezza dei popoli, la Chiesa non rinuncia alla sua missione: predicare il Vangelo, servire la verità, custodire la vita, sostenere ogni sincero sforzo di dialogo. È questa la testimonianza che Lei continua ad offrire e che chiede anche a noi. Le Chiese che sono in Italia desiderano camminare con Lei, nella comunione con il Successore di Pietro e nella responsabilità verso il Paese.

Mentre Le rinnoviamo gli auguri per questo primo anniversario, Le assicuriamo la preghiera corale delle comunità ecclesiali italiane, perché il Signore sostenga il Suo ministero e renda la Chiesa, sotto la Sua guida, segno umile e perseverante di quella pace che il Risorto continua ad annunciare al mondo: ‘La pace sia con tutti voi’”.

Infine, la Comunità di Sant’Egidio ha scritto: “Ad un anno dalla sua elezione, la Comunità di Sant’Egidio esprime affetto e vicinanza a Papa Leone XIV. Scelto a capo della Chiesa in un momento tra i più difficili della storia contemporanea, ha saputo, sin dalle sue prime parole, porre la pace al primo posto come condizione essenziale per la vita e lo sviluppo dei popoli e per la protezione dei più fragili e poveri, prime vittime delle troppe guerre in corso. A lui i nostri più calorosi auguri per il suo prezioso servizio all’unità della Chiesa, per la comunicazione del Vangelo e la missione che lo attende nel mondo”.

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