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- Roma - Martedì 19 Maggio 2026
Patto di Stabilità, pressing italiano sull'energia, Dombrovskis: "Stiamo esaminando la richiesta". Giorgetti: "Tante vie per arrivare al risultato"
Al termine del G7 Finanze a Parigi, il vicepresidente della Commissione UE frena sulle misure generalizzate sui consumi. Il ministro dell'Economia italiano punta sulla prudenza per via dell'alto debito, mentre il PPE a Strasburgo apre alla richiesta di Roma.
I negoziati sui margini di flessibilità di bilancio per fronteggiare la crisis energetica entrano in una fase cruciale. Al termine del G7 Finanze svoltosi a Parigi, il vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, ha confermato che l'esecutivo comunitario sta esaminando formalmente la richiesta presentata dall'Italia per estendere anche alle spese energetiche la clausola di salvaguardia già concordata per gli investimenti nella difesa: "In Commissione Ue continuiamo a seguire attentamente la situazione e a valutare quale tipo di risposta richieda e richiederà. Ed è in questo spirito che stiamo anche esaminando la richiesta dell'Italia".
Tuttavia, da Bruxelles permane un atteggiamento di forte cautela rispetto a interventi che rischiano di alterare le dinamiche di mercato. "In generale – ha precisato Dombrovskis – il nostro orientamento politico è quello di adottare misure temporanee e mirate per sostenere l'economia, che non aumentino la domanda di combustibili fossili. Il problema che stiamo affrontando è uno shock sul versante dell'offerta. Se molti paesi sostengono il versante della domanda, finiamo per mantenere alti i prezzi dell'energia e spendere molto denaro con risultati limitati. Per questo motivo dobbiamo riflettere attentamente su come debba essere organizzata la risposta politica. Il nostro consiglio in merito a misure temporanee e mirate è pienamente in linea anche con quello del Fmi".
Sul fronte italiano, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti adotta una strategia negoziale flessibile, confermando che il governo non si fisserà unicamente sull'ottenimento della deroga formale: "Non c'è soltanto la deroga, ci sono tante vie per arrivare al risultato, le stiamo esplorando tutte".
Il titolare del Tesoro ha descritto il confronto come un percorso articolato e privo di preclusioni dogmatiche: "Stiamo lavorando, è una cosa complessa, credo che non ci siano pregiudizi, c'è la consapevolezza della situazione eccezionale, dopo di che ci sono varie forme, varie modalità, varie possibilità, le stiamo esplorando tutte". Una trattativa che, secondo Giorgetti, "continua in queste ore, continua qui, continuerà a Bruxelles, continuerà in tutte le sedi utili e necessarie per arrivare a una soluzione. Ma, ribadisco, non c'è soltanto la deroga, ci sono tante vie per arrivare al risultato, le stiamo esplorando tutte".
Interpellato dai giornalisti sulle opzioni tecniche alternative sul tavolo, il ministro ha chiarito che "ci sono i fattori rilevanti che sono compresi nella disciplina che dovrebbero essere tenuti in considerazione, c'è l'aggiornamento dell'andamento della finanza pubblica, ci sono tante sfumature e tante interpretazioni che con buona volontà possono offrire una riuscita".
Giorgetti ha poi tracciato una netta linea di demarcazione tra le condizioni macroeconomiche dei principali partner europei e la specificità della penisola: "Tutti sono preoccupati, ma sono preoccupati a modo loro perché ciascuno ha situazioni differenti. La nostra è una situazione particolare: la Francia non ha problemi perché veleggia oltre il 5% di deficit, la Germania non ha problemi perché veleggia sopra il 3% di deficit ma ha un debito molto basso. L'Italia ha un piccolo problema, che è un debito ereditato molto elevato e con il rischio concreto di rialzare i tassi di interesse dobbiamo essere molto prudenti e responsabili nel muoverci e nel decidere".
In parallelo ai canali governativi, la diplomazia parlamentare registra passi in avanti a Strasburgo. Durante un vertice con la delegazione di Forza Italia all'Eurocamera, il leader del gruppo del PPE, Manfred Weber, ha espresso un'apertura formale verso la linea di Roma. Il capodelegazione azzurro Fulvio Martusciello ha sottolineato la necessità di un ombrello europeo, spiegando che i margini nazionali di intervento sono agli sgoccioli e che la pressione sui carburanti va alleggerita per contenere l'inflazione.
A fare eco alla posizione del partito è stato anche l'eurodeputato Massimiliano Salini, il quale ha ricordato che l'iniziativa si inserisce nel solco delle riforme nazionali sul calcolo delle tariffe energetiche e sui mercati delle emissioni (Ets), con l'obiettivo di proteggere i bilanci delle famiglie senza generare unicamente nuovo indebitamento strutturale.
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