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  • Caracas - Domenica 5 Luglio 2026

Perché molti italiani sono rimasti in Venezuela nonostante la crisi economica?

La scelta di molti italiani di rimanere in Venezuela, nonostante la crisi, è influenzata da legami familiari, identità e investimenti personali.

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di Lara Pisoni

Tra radici familiari, difficoltà economiche e senso di appartenenza, la scelta di restare è stata spesso più complessa di quanto si immagini.

Per decenni il Venezuela è stato una delle principali destinazioni dell'emigrazione italiana. A partire dagli anni Cinquanta, migliaia di famiglie lasciarono l'Italia in cerca di opportunità di lavoro e di una vita migliore. Molti trovarono nel Paese sudamericano una realtà in forte crescita economica, costruendo imprese, acquistando case e dando vita a una numerosa comunità italo-venezuelana.

Quando, a partire dagli anni Duemila, il Venezuela è entrato in una profonda crisi economica, politica e sociale, molti osservatori si sono chiesti perché una parte consistente degli italiani e dei loro discendenti abbia deciso di rimanere nel Paese nonostante le crescenti difficoltà.

La risposta non è univoca. Per molti emigrati della prima generazione, il Venezuela rappresenta la propria casa. Dopo aver trascorso decenni nel Paese, crescendovi figli e nipoti, lasciare tutto avrebbe significato interrompere una vita costruita con sacrificio. Molti anziani hanno preferito affrontare le difficoltà piuttosto che ricominciare da zero in Italia o in un altro Stato.

Anche i legami familiari hanno avuto un peso determinante. In numerosi casi solo una parte della famiglia possiede la cittadinanza italiana o dispone delle risorse necessarie per trasferirsi. Separarsi dai propri cari è stata una prospettiva che molti hanno ritenuto troppo dolorosa.

A rendere ancora più difficile la partenza è stata la stessa crisi economica. L'iperinflazione, il crollo del potere d'acquisto e la svalutazione della moneta hanno ridotto drasticamente i risparmi delle famiglie. Emigrare richiede denaro per il viaggio, l'alloggio e l'inserimento in un nuovo Paese, risorse che molti non avevano più a disposizione.

Un altro elemento riguarda le attività economiche. Numerosi italiani avevano investito nel commercio, nell'edilizia, nell'industria o nell'agricoltura. Abbandonare aziende e patrimoni accumulati in una vita avrebbe significato rinunciare a tutto, spesso senza alcuna garanzia di poter ricominciare altrove.

Per anni, inoltre, molti hanno coltivato la speranza che la situazione potesse migliorare. Le crisi economiche, nella storia, sono spesso state temporanee e numerose famiglie hanno preferito attendere piuttosto che affrontare un trasferimento incerto.

Ciò non significa che la comunità italiana sia rimasta immobile. Negli ultimi anni migliaia di cittadini italiani e soprattutto di discendenti in possesso della cittadinanza italiana hanno lasciato il Venezuela per trasferirsi in Italia, in Spagna e in altri Paesi europei, sfruttando le opportunità offerte dalla libera circolazione nell'Unione europea.

Oggi la presenza italiana in Venezuela resta una delle più importanti dell'America Latina. Nonostante le difficoltà, molte famiglie continuano a mantenere vive le proprie tradizioni, sostenute dalle associazioni della comunità italo-venezuelana e da un forte senso di appartenenza.

La storia degli italiani rimasti in Venezuela dimostra come le migrazioni non siano determinate soltanto da fattori economici. Dietro la scelta di restare vi sono affetti, identità, radici e decisioni personali che spesso risultano più forti delle crisi e delle difficoltà materiali. E adesso devo fare i conti con lo spaventoso  terremoto di questi  giorni.                   

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