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Mercoledì 8 dicembre 2021, nel Villaggio Città del Sole dell’Associazione Comunità Regina Pacis in contrada Badessa di Mussano a Cosenza si è svolta la premiazione della XVIII edizione del Premio Cassiodoro - riconoscimenti a “personalità che operano e risiedono in Calabria e altrove e che si sono distinte nella ricerca e nell’elaborazione culturale, economica e sociale”.
Mercoledì 8 dicembre 2021, nel Villaggio Città del Sole dell’Associazione Comunità Regina Pacis in contrada Badessa di Mussano a Cosenza si è svolta la premiazione della XVIII edizione del Premio Cassiodoro - riconoscimenti a “personalità che operano e risiedono in Calabria e altrove e che si sono distinte nella ricerca e nell’elaborazione culturale, economica e sociale”.
Il Premio Cassiodoro, ricordiamo, è stato istituito nel 2003 dall’Universitas Vivariensis. L’annuale edizione è stata dedicata al ricordo di mons. Antonio Cantisani, già arcivescovo di Rossano-Cariati, Catanzaro-Squillace e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, tornato alla Casa del Padre lo scorso 1 luglio 2011. Il Premio, come ogni anno, è stato fortemente voluto e messo in piedi da Demetrio Guzzardi, Rettore dell’Universitas Vivariensis e da 35 anni alla guida della sua Casa Editrice “Progetto2000”, che proprio nel 1986 esordì con il suo primo libro “Calabritudine”, un saggio che ebbe grandissimo successo e impatto mediatico. Per l’Edizione di quest’anno Demetrio Guzzardi ha voluto accanto a sé come “valletta” Marilena, un’ospite della Comunità Regina Pacis. Ma veniamo ai giornalisti premiati dell’Edizione di quest’anno, Giuseppe Smorto, vicedirettore della Repubblica dal 2016 al 2019, “straordinario esempio di correttezza e di garbo nel racconto che per 40 anni ne hanno fatto per i propri lettori”.
Calabrese di Reggio Calabria, classe 1957, Giuseppe Smorto viene oggi considerato uno dei maestri del giornalismo italiano, grande cronista, ma soprattutto un uomo che ha trascorso tutta la sua vita dentro la macchina di un giornale portando ogni suo progetto editoriale o personale al grande successo.Giornalista professionista dal 1983,è entrato a la Repubblica con una borsa Fieg-Fnsi. Tranne una parentesi di tre anni da condirettore di Tuttosport Giuseppe Smorto è sempre rimasto al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, ricoprendo anche il ruolo di caporedattore dello sport, del Venerdì e capocronista alla redazione di Torino, dove ha dato una forte spinta alle vendite.Dal 2003 al 2016 ha diretto Repubblica.it, che ha portato ad essere primo sito di informazione in Italia. Ha vinto premi giornalistici importanti, come il "Premio Saint Vincent" ne 2005, per il sito di Repubblica e il "Premio Biagio Agnes" nel 2012. Il Comune di Reggio Calabria gli ha consegnato nel 2016 il "Sangiorgino d'oro".Nel febbraio 2016 il direttore Mario Calabresi lo ha nominato vicedirettore e gli ha affidato la delega all'integrazione delle piattaforme cartacea e digitale, incarico che ha mantenuto fino al 31 dicembre del 2019. Dal primo gennaio 2020 è in pensione, ma continua a collaborare con il suo quotidiano storico . Ha curato i libri "Il Mondo di Gianni Mura" e "Gianni Mura e i racconti della bicicletta", due antologie di articoli firmati dal grande giornalista, scomparso il 21 marzo 2020. Nel maggio 2021 ha pubblicato per Zolfo Editore il libro: “A sud del Sud. Viaggio dentro la Calabria fra diavoli e resistenti”, e nel settembre 2021 ha vinto la prima edizione del Premio Oxfam “Raccontare la disuguaglianza”, con un reportage sulla Sanità in Calabria, pubblicato dal Venerdì di Repubblica.Infine nell'ottobre scorso, Edizione 2021, ha vinto il Premio Letterario "Rhegium Julii" nella sezione giornalismo con il libro-inchiesta "A sud del Sud".Oggi il suo ultimo riconoscimento ufficiale che è il Premio Cassiodoro.
A Giuseppe Smorto- si legge nella motivazione-- giornalista, autore del volume “A Sud del Sud”.Durante gli infamanti anni dei sequestri di persona, in un’inchiesta realizzata da l’Espresso, la Calabria venne definita: «La regione più odiata dagli italiani». Giuseppe Smorto dal suo osservatorio del quotidiano la Repubblica, una delle testate italiane più autorevoli al mondo, nel suo recente volume A Sud del Sud,- spiega Demetrio Guzzardi-racconta i pochi diavoli, ma i tanti resistenti che ha trovato in questo suo viaggio tra personaggi e situazioni calabresi. Anche Smorto con questo suo saggio è un resistente, perché presenta una Calabria bella e positiva, che merita di non essere più considerata la Cenerentola d’Italia”.
Altro Premio giornalistico è andato al giornalista di Gazzetta del Sud Antonio Garro: “Il cronista – si legge nella motivazione- è come la sentinella che, dalla postazione assegnatagli, scruta l’orizzonte per vedere e comunicare le novità del giorno. Antonio Garro, giornalista attento al sociale, all’arte, alla cultura, ai fatti religiosi, racconta con i suoi articoli una Calabria positiva, che non sempre trova spazio sulle pagine dei quotidiani” (pn)
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