La discussione sul prossimo Presidente della Repubblica continua ad animare il dibattito politico, ma per Guido Crosetto è ancora troppo presto per parlare della successione al Quirinale. Il ministro della Difesa è intervenuto a Montecitorio a margine del Question Time, commentando le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva auspicato il superamento del "tabù" di un Capo dello Stato proveniente dall'area del centrodestra. "Ma voi lo sapete quanto è inutile parlare di presidenti della Repubblica fin quando non arriva la settimana in cui lo voti?", ha osservato Crosetto rispondendo ai cronisti.
"Mattarella resterà fino al 2029"
Il cofondatore di Fratelli d'Italia ha ricordato che Sergio Mattarella è ancora nel pieno del suo mandato e che non esiste alcuna urgenza nell'aprire il confronto sulla sua successione. "Abbiamo Mattarella fino al 2029... Dio lo benedica", ha dichiarato il ministro, sottolineando come ogni riflessione sul futuro del Colle sia destinata ad arrivare solo nei tempi previsti dalla scadenza istituzionale. Crosetto ha anche ridimensionato la portata delle parole della premier, spiegando che Meloni aveva semplicemente risposto a una domanda durante un'intervista televisiva. "Ma dai, le hanno solo fatto una domanda e ha risposto", ha commentato.
Le parole di Meloni riaccendono il dibattito
La polemica era nata dopo l'intervista concessa da Giorgia Meloni alla trasmissione "Dieci minuti", nella quale la presidente del Consiglio aveva sostenuto che non dovrebbe più esistere un pregiudizio nei confronti di un presidente della Repubblica espressione della destra. "Non è detto che non si possa superare questo altro grande tabù e avere un presidente della Repubblica che non sia di centrosinistra", aveva affermato la leader di Fratelli d'Italia, aggiungendo che chi appartiene alla destra non è "figlio di un dio minore". Le sue parole hanno alimentato il dibattito politico con largo anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato di Mattarella.
Salvini: "Ne parleremo a tempo debito"
Sulla stessa linea di Crosetto si è espresso anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha invitato a concentrarsi sulle priorità di governo. "Ci penseremo a tempo debito. Ho 60 mila case da recuperare e da restituire ai cittadini, di Quirinale ne parleremo quando sarà il momento", ha dichiarato il leader della Lega. Interpellato anche sull'ipotesi di una futura candidatura di Giorgia Meloni al Colle, Salvini ha ribadito di considerarla ancora alla guida dell'esecutivo. "La vedo bene ovunque, però la vedo bene come rinnovato presidente del Consiglio nell'autunno dell'anno prossimo. Abbiamo ancora più di un anno di lavoro da fare, quindi è presto", ha concluso.
Le opposizioni attaccano la maggioranza
Le dichiarazioni della premier hanno provocato la reazione delle opposizioni, che accusano il centrodestra di voler aprire con largo anticipo la partita per il Quirinale. La deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani sostiene che la maggioranza stia cercando di estendere il proprio controllo anche sulle più alte istituzioni dello Stato. "Spacciano la stabilità di governo che già hanno per il potere assoluto che vorrebbero avere, allungando le mani su tutte le istituzioni, incluso il Quirinale", ha dichiarato. Critico anche Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, secondo cui il dibattito sul futuro Presidente della Repubblica è lontano dalle priorità dei cittadini. "Interessa sapere come il proprio stipendio può crescere, come il fisco può diventare più amico, non chi verrà eletto fra tre anni al Quirinale", ha osservato.
Sullo sfondo anche gli equilibri del centrodestra
Dietro il confronto pubblico sul Quirinale, diversi osservatori leggono anche una riflessione più ampia sugli equilibri futuri della coalizione di centrodestra. L'invito di Meloni a superare il "tabù" di un presidente della Repubblica di destra è stato interpretato da alcuni come un messaggio politico rivolto anche agli alleati e alle componenti più autonome della coalizione, in vista delle future sfide elettorali. Per il momento, però, la linea ufficiale della maggioranza resta quella indicata da Crosetto e Salvini: nessuna corsa al Colle è aperta e ogni discussione sulla successione di Sergio Mattarella viene rinviata ai tempi previsti dalla scadenza del suo mandato.