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- Roma - Giovedì 2 Luglio 2026
Quirinale, Vannacci: "Meloni? Opzione possibile, ma serve una correzione di rotta"
L'affondo sulle riforme, i paletti sul Green Deal e le critiche agli alleati di Forza Italia: "In Europa votano come il Pd".
"Sento la responsabilità ed è un fardello pesante, perché i numeri stanno diventando sempre più importanti. Ogni volta che un simpatizzante mi fa una richiesta gli dico che è un ulteriore mattone che si aggiunge al fardello che mi porto sulle spalle. La politica vera è quella al servizio dell’elettorato e non quella delle stanze del potere".
Lo ha affermato Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano nel corso del programma “Battitori Liberi”.
Nel corso dell'intervista radiofonica, l'eurodeputato ha affrontato i nodi legati alle future scadenze istituzionali, a partire dal dibattito sulla presidenza della Repubblica: "Non esiste il tabù da parte dei cittadini, ma esiste il tabù da parte di molte forze politiche per un Presidente della Repubblica di destra. Sentivo un esponente della nostra sinistra inalberato che richiedeva un patentino di antifascismo per i candidati presi in considerazione per il Colle. Questo rivela un atteggiamento antidemocratico, senza prendere in considerazione che chi assume cariche di quel livello giura fedeltà alla Costituzione e non all’antifascismo".
Sollecitato poi sull'ipotesi di una candidatura per l'attuale premier, Vannacci ha spiegato: "Meloni al Quirinale? Perché no, è una persona capace. Per noi, come Futuro Nazionale e come Roberto Vannacci, potrebbe essere un’opzione purché riveda alcune posizioni. Non so quanto potrei essere invogliato a votarla se non si impone per portare le preferenze nella legge elettorale, o se continua a seguire l’agenda Draghi, o se supporta questa Commissione Europea e il Green Deal. Meloni mi piace, mi piacciono i suoi propositi di inizio legislatura, ma ritengo sia necessaria una correzione di rotta".
L'esponente della destra ha poi allargato lo sguardo sulle tensioni interne alla maggioranza di governo e sulla tenuta della coalizione: "Certamente andrà fatta chiarezza sull’alleanza. Da quando Futuro Nazionale è nato ho sempre detto di essere il naturale interlocutore di questo centrodestra, peccato che dall’altra parte si continuano ad erigere muri, a trovare cause e motivi di incompatibilità, a fare ipotesi di non realizzare questa alleanza. Non sono io invece che supporto queste deduzioni, queste conclusioni. Anzi, io ho detto solo che come referente di un partito che rappresenta la destra autentica voglio che determinati ideali e valori non vengano traditi".
Nel mirino del leader di Fn finisce in particolare il posizionamento degli azzurri: "È strano pensare che in questa coalizione di centrodestra ci sia Forza Italia, parte integrante del PPE in Europa, e quindi alleato del PD, che in Europa vota molte vezes come vota il PD, mentre poi ci sono altri due partiti che votano come votano le destre europee. Anche questa è una cosa anomala della nostra alleanza di centrodestra. Non dimentichiamo che Forza Italia voleva lo ius scholae, diminuire i requisiti per ottenere la cittadinanza. Ci sono sicuramente delle contraddizioni. Futuro Nazionale esiste anche per risolvere queste contraddizioni e riportare questa imbarcazione di destra sulla giusta rotta".
Un ultimo passaggio è stato infine dedicato alla visibilità mediatica del movimento, denunciando squilibri nei minutaggi dei telegiornali e dei talk show: "Non voglio portare avanti la teoria del complotto o della censura, ma i dati forniti dall’osservazione sono oggettivi. Nel mese in considerazione, Futuro Nazionale non è apparso quasi mai sui canali Rai e Mediaset. Probabilmente c’è anche una manovra per minimizzare l’impatto di Futuro Nazionale nel panorama politico: forse la crescita di questo partito giovanissimo ha iniziato a preoccupare qualcuno. Mi auguro sia una casualità, che non ci siano delle forze che spingano per cercare di non fare apparire Futuro Nazionale. I parlamentari di Futuro Nazionale hanno fatto anche un flash mob davanti alla Rai, speriamo che la dirigenza Rai si accorga di questa situazione e ponga rimedio. Noi non chiediamo né più né meno di quello che viene fatto fare agli altri partiti. Abbiamo partiti come Noi Moderati che rappresentano l’1% dell’elettorato, Calenda e Renzi sono un giorno sì e l’altro pure nelle trasmissioni. Cerchiamo che venga garantita una par condicio. Il Direttore Vespa mi aveva invitato ad una puntata di Porta a Porta circa 20 giorni fa ma io non ero disponibile e ho dovuto declinare l’invito"
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