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  • Roma - Martedì 9 Giugno 2026

Regolamentazione tech, Antitrust Ue: Meta apra WhatsApp ai chatbot di IA concorrenti. La replica del gruppo: "Faremo ricorso"

Provvedimento d'urgenza della Commissione europea contro il colosso di Mark Zuckerberg per presunto abuso di posizione dominante: cinque giorni di tempo per garantire l'accesso gratuito agli assistenti virtuali di terze parti, pena sanzioni fino al 10% del fatturato globale.

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Le regole comunitarie sulla libera concorrenza tornano a scuotere i piani di sviluppo delle multinazionali della Silicon Valley: la Commissione europea ha inferto un duro colpo alla strategia commerciale di Meta, ordinando alla holding statunitense di ripristinare con effetto immediato il libero e gratuito accesso alla piattaforma di messaggistica WhatsApp per tutti gli assistenti di intelligenza artificiale sviluppati da aziende concorrenti.

La direzione generale della Concorrenza ha concesso al gruppo guidato da Mark Zuckerberg una finestra di appena cinque giorni lavorativi per adeguarsi alla direttiva, nelle more della conclusione dell'istruttoria formale avviata nel dicembre del 2025 per verificare l'ipotesi di reato di abuso di posizione dominante.

Al centro del contendere vi sono le repentine variazioni delle politiche d'uso della "WhatsApp for Business API". Secondo i rilievi preliminari dei tecnici di Bruxelles, a partire dal 15 ottobre 2025 Meta avrebbe escluso sistematicamente i chatbot rivali per blindare l'esclusività del proprio applicativo interno, Meta AI. Successivamente, il 4 marzo 2026, l'azienda aveva parzialmente riaperto le infrastrutture ai concorrenti esterni, introducendo tuttavia un tariffario d'accesso che, nell'ottica dell'esecutivo europeo, sortiva di fatto il medesimo effetto escludente del bando originario.

La Commissione Ue ha motivato la necessità di una misura cautelare urgente evidenziando il ruolo di leadership assoluta detenuto da WhatsApp nel settore delle comunicazioni digitali: “È urgente prevenire il rischio di gravi danni alla struttura competitiva nel mercato in crescita degli assistenti virtuali basati sull'IA — si legge nella nota ufficiale diffusa da Bruxelles —. Il cambiamento di politica di Meta rischia di danneggiare la concorrenza in un momento cruciale per lo sviluppo di tale mercato, in cui i piccoli operatori e i nuovi entranti possono sfidare i grandi attori già presenti sul mercato”.

I dispositivi sanzionatori messi sul tavolo dalle autorità europee in caso di inadempimento presentano cifre tali da poter mettere a dura prova i bilanci di qualsiasi gigante della tecnologia. Qualora la casa madre di Facebook e Instagram decidesse di disattendere il provvedimento d'urgenza entro la scadenza fissata, l'Antitrust comunitario sarà legittimato a erogare una sanzione amministrativa di importo pari al 10% del fatturato consolidato globale relativo all'esercizio precedente.

Per scoraggiare ulteriori tentativi di dilazione delle tempistiche, gli uffici europei hanno previsto la possibilità di attivare penali pecuniarie a cadenza giornaliera, con un tetto massimo fissato al 5% del volume d'affari medio giornaliero della compagnia. La reazione da parte dei vertici di Menlo Park non si è fatta attendere, preannunciando una battaglia legale di ampio respiro davanti alle corti di giustizia europee per ribaltare l'interpretazione normativa della Commissione.

“La Commissione europea ha deciso che OpenAI e alcune delle più grandi aziende al mondo possono utilizzare gratuitamente WhatsApp Business, un servizio a pagamento. Si tratta di un eccesso di regolamentazione, il cui costo ricade sulle numerose aziende europee che lo pagano regolarmente. Faremo ricorso”, ha ribattuto con fermezza un portavoce ufficiale di Meta, stigmatizzando la gratuità forzata come un trattamento di favore normativo concesso a concorrenti commerciali altrettanto strutturati.

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