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  • Rimini - Martedì 14 Luglio 2026

Rimini, operaio su una gru minaccia di suicidarsi: "Pagateci gli stipendi"

Un venticinquenne egiziano sale a 25 metri d'altezza con temperature oltre i 35 gradi. Il sindacato denuncia: "Operai costretti a dormire in una baracca".

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Ore di altissima tensione e profonda apprensione a Rimini, dove un operaio di nazionalità egiziana di 25 anni è salito sulla cima del carrello di una gru, a circa 25 metri d'altezza, minacciando di lanciarsi nel vuoto.

Il gesto estremo è scattato all'interno del cantiere edile per la costruzione del nuovo asilo nido di via Pindemonte come forma di protesta disperata per il mancato pagamento degli stipendi arretrati, una condizione che interesserebbe il giovane e diversi suoi colleghi.

Il lavoratore si è arrampicato sulla struttura attorno alle 10:30 del mattino, manifestando la ferma intenzione di non scendere nonostante il sole cocente e un'ondata di calore torrido con temperature che hanno superato i 35 gradi.

L'allarme ha fatto scattare l'immediato intervento dei vigili del fuoco, del personale sanitario del 118 e delle forze dell'ordine. I negoziatori delle autorità hanno subito avviato una complessa trattativa per convincere il venticinquenne a desistere e a scendere in sicurezza.

Con il passare delle ore e l'aumento del caldo soffocante, il giovane ha accettato di scendere di qualche metro soltanto per recuperare delle bottiglie d'acqua fornite dagli agenti sul posto e trovare un minimo di riparo all'ombra dei tralicci. Mentre i soccorritori tentavano la mediazione in quota, ai piedi della gru si è radunato un piccolo picchetto di solidarietà composto da altri operai, anch'essi di origine egiziana, decisi a denunciare i medesimi ritardi nella ricezione delle spettanze economiche da parte della ditta.

Sul luogo del perimetro di via Pindemonte è intervenuto anche il segretario della Fillea (Federazione italiana lavoratori costruzioni e legno), Andrea Pracucci. Il rappresentante sindacale ha gettato luce su un quadro di grave marginalità sociale, spiegando che i lavoratori coinvolti, oltre a non essere retribuiti da tempo, si trovavano costretti a vivere, mangiare e dormire in condizioni precarie all'interno di una baracca situata a ridosso dello stesso cantiere.

Pracucci ha inoltre annunciato che il sindacato si attiverà immediatamente per verificare l'intera regolarità della catena dei subappalti. Le forze dell'ordine hanno avviato accertamenti e verifiche burocratiche per ricostruire l'esatta fisionomia dei fatti e controllare la regolarità delle posizioni contrattuali di tutta la forza lavoro impiegata nell'appalto.

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