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- Roma - Lunedì 6 Luglio 2026
Riscatto dietro le sbarre: detenuto si laurea a Rebibbia con l'Università Roma Tre
La tesi incentrata sul ruolo dell'educazione in carcere. Il Rettore Fiorucci: "L'università ha il dovere di promuovere il diritto allo studio anche nei contesti più complessi".
Si è tenuta oggi, presso la Casa di Reclusione di Rebibbia a Roma, la discussione della tesi di laurea dello studente M.S., iscritto al Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione dell'Università degli Studi Roma Tre.
All'evento hanno partecipato il Rettore, prof. Massimiliano Fiorucci, e il Presidente della Conferenza Nazionale dei Poli Universitari Penitenziari (CNUPP) e docente dell’Ateneo, prof. Giancarlo Monina. L’evento assume un valore che va oltre il traguardo accademico individuale, configurandosi come un momento pubblico e condiviso che restituisce visibilità al ruolo trasformativo dell’educazione nei contesti di marginalità e privazione della libertà, in coerenza con i principi della Costituzione italiana che, all’art. 27, assegna alla pena una funzione rieducativa e, all’art. 34, riconosce il diritto allo studio come fondamentale per tutte e tutti.
Durante il percorso universitario, M.S. ha svolto un ruolo attivo all'interno dell'istituto penitenziario, impegnandosi come bibliotecario e offrendo supporto allo studio ad altre persone detenute, in collaborazione con le tutor del Polo Universitario Penitenziario. Un'esperienza che dimostra come l'apprendimento possa trasformarsi in uno strumento di crescita individuale e collettiva.
Il conseguimento della laurea è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra il Polo Universitario Penitenziario di Roma Tre, la Direzione della Casa di Reclusione di Rebibbia, il Funzionario Giuridico-Pedagogico, l'Area Educativa dell'Istituto, le tutor del Polo e le docenti del Dipartimento di Scienze della Formazione. Una rete di competenze che ha sostenuto un percorso di studio rigoroso, affrontato in un contesto caratterizzato da oggettive limitazioni nell'accesso alle risorse e alle opportunità formative.
All’interno di questo percorso, un ruolo importante è stato svolto dallo studio delle ricerche che il Rettore Fiorucci ha dedicato alla figura di don Roberto Sardelli, riferimento pedagogico e civile per un’educazione capace di abitare i margini e di attivarne possibilità trasformative.
Da questo dialogo implicito tra ricerca accademica ed esperienza situata nasce un terreno comune di riflessione, in cui l’esperienza della scuola 725 dell’Acquedotto Felice diventa un orizzonte pedagogico che continua a interrogare anche le pratiche educative in carcere, offrendo chiavi di lettura fondate su relazione, giustizia sociale e riconoscimento delle soggettività.
La tesi, complessa e articolata, affronta il tema dell’educazione in ambito penitenziario e, attraverso il case study di Rebibbia, restituisce un quadro in cui la privazione della libertà si intreccia con processi di apprendimento, relazione e costruzione del sé. Ne emerge una visione dell’educazione che non si esaurisce nella dimensione trattamentale, ma si configura come pratica capace di generare consapevolezza, responsabilità e possibilità di cambiamento.
“L’università ha il dovere di essere presente anche nei luoghi più complessi della società, promuovendo diritto allo studio, responsabilità e inclusione. Iniziative come questa mostrano concretamente come l’educazione possa diventare leva di cambiamento personale e sociale” - ha dichiarato il Rettore, prof. Massimiliano Fiorucci. L'iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell'Università Roma Tre e della rete nazionale dei Poli Universitari Penitenziari per rendere l'istruzione universitaria sempre più accessibile e inclusiva, favorendo percorsi di reinserimento sociale e contribuendo alla costruzione di una società più equa e coesa.
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