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- Roma - Mercoledì 16 Settembre 2026
Roger Waters contro Ed Sheeran dopo il caso Macklemore: "C'è chi fa la cosa giusta e chi lo str..."
Il co-fondatore dei Pink Floyd attacca il cantante britannico per l'esclusione del rapper dal tour Usa dopo i messaggi filo-palestinesi. Abbandonano tutti gli altri artisti di supporto.
Si inasprisce la polemica legata all'estromissione del rapper statunitense Macklemore dal Loop Tour di Ed Sheeran negli Stati Uniti.
A scagliarsi apertamente contro la popstar britannica è Roger Waters, co-fondatore dei Pink Floyd e da sempre schierato a sostegno della causa palestinese, che in un videomessaggio diffuso sui social ha espresso una posizione d'attacco netto nei confronti di Sheeran.
"Al mondo ci sono solo due tipi di persone, quelle che fanno la cosa giusta come il rapper Macklemore e poi ci sono altre persone, molte purtroppo che... sono degli stronzi che fanno la cosa sbagliata", ha affermato Waters.
La presa di posizione arriva all'indomani dell'annullamento della partecipazione di Macklemore agli otto concerti restanti del tour, deciso dall'organizzazione a seguito dell'esibizione al MetLife Stadium nel New Jersey, durante la quale l'artista di Seattle aveva lanciato dal palco lo slogan "Free Palestine" prima di cantare il brano di protesta "Hind’s Hall".
L’allontanamento di Macklemore ha scatenato una reazione a catena con accuse di censura e l'abbandono in blocco da parte degli altri artisti di supporto. Il primo ad annunciare il ritiro è stato il cantautore irlandese Aaron Rowe, seguito da Finneas O'Connell (fratello e produttore di Billie Eilish), che ha sottolineato come gli artisti non debbano essere zittiti quando danno voce agli oppressi.
Hanno cancellato la loro presenza anche la band danese Lukas Graham e il gruppo folk Beoga.
Macklemore ha riferito che l'esclusione sarebbe avvenuta su pressione del miliardario americano Robert Kraft, proprietario dello stadio Gillette Stadium di Foxborough e vicino al premier israeliano Benyamin Netanyahu, il quale avrebbe minacciato il boicottaggio delle date da parte dei gestori degli impianti.
Sheeran ha respinto le accuse di complicità definendosi estraneo alla scelta formale dei promoter e ribadendo la propria posizione "apolitica".
Duro anche l'intervento dell'esponente di punta della sinistra progressista democratica americana, Alexandria Ocasio-Cortez, che ha parlato apertamente di "censura e minaccia alla libertà artistica e di parola", aggiungendo di essere pronta a "spegnere la radio" alla prossima trasmissione di un brano di Sheeran.
Alla condanna si è unita anche l'attivista svedese Greta Thunberg che, insieme al gruppo Humanti Project, ha rimarcato sui social: "Ed, qui c'è una sola vittima: il popolo palestinese".
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