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- Roma - Mercoledì 16 Settembre 2026
Rai3, tre consiglieri Rai criticano gli ascolti di “Filorosso”: torna il tema dell’identità della rete
Di Majo, Di Pietro e Natale intervengono dopo il 2,6% registrato dal programma di Antonino Monteleone. Nel mirino anche la scelta di spostare lo speciale di “Mi manda Rai3”. Il conduttore replica: "Attacco superficiale e strumentale".
Gli ascolti della prima serata riaprono il confronto interno alla Rai sull’identità e sulla programmazione di Rai3. I consiglieri di amministrazione Alessandro Di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale, in una nota congiunta, hanno criticato il risultato ottenuto da Filorosso, condotto da Antonino Monteleone, nella serata di martedì 15 settembre.
Il dato Auditel indica per Filorosso circa 343 mila spettatori e il 2,6% di share. Nella stessa fascia, DiMartedì su La7 ha raggiunto il 7,7%, mentre Verità Nascoste su Rete4 si è attestato al 7,6%.
I tre consiglieri parlano di un "magro risultato" e sottolineano come Rai3 sia stata superata dalle altre proposte di approfondimento della serata.
Nella loro presa di posizione entra anche la scelta editoriale di dedicare una parte della trasmissione al caso Garlasco, tema che ha occupato ampi spazi nel racconto televisivo degli ultimi mesi.
La questione sollevata da Di Majo, Di Pietro e Natale va però oltre il singolo dato Auditel e investe la linea editoriale della terza rete. Secondo i consiglieri, occorre tornare a interrogarsi sull’identità di Rai3 e sulla capacità del palinsesto di rispondere alle aspettative del pubblico tradizionalmente legato alla rete. Nel loro intervento viene richiamato anche Mi manda Rai3.
Lo speciale condotto da Federico Ruffo, dedicato all'alimentazione e alle pratiche illegali nella filiera alimentare, era andato in onda in prima serata l’8 settembre. Secondo dati riportati dalla stampa specializzata, quella puntata aveva ottenuto l’8,2% di share, un risultato sensibilmente superiore a quello registrato questa settimana da Filorosso.
Il ritorno autunnale di Filorosso era stato presentato dalla Rai come un’evoluzione del programma estivo, con il trasferimento dagli studi di Roma a quelli di corso Sempione a Milano e una maggiore attenzione all’approfondimento e alle inchieste sul campo.
Le ultime puntate dell’edizione estiva avevano raggiunto il 5,3% di share. Alla presa di posizione dei tre consiglieri è arrivata in serata anche la replica di Antonino Monteleone, che ha definito le critiche un "attacco superficiale e strumentale", sostenendo che il solo dato d’ascolto non possa essere assunto come misura della qualità di un prodotto giornalistico.
Il confronto, dunque, si sposta dal risultato di una singola serata a una questione più ampia: quale debba essere oggi la fisionomia di Rai3, rete storicamente legata all’informazione, all’approfondimento, alla cultura e al racconto sociale. Un tema destinato probabilmente a restare aperto nel corso della nuova stagione televisiva.
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