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- Pordenone - Mercoledì 16 Settembre 2026
Pordenonelegge apre con Salman Rushdie Ambassador of Freedom: domani a New York la prima del film Knife
Lo scrittore inaugura la 27esima edizione del festival dedicata alla libertà d'espressione prima di volare negli Stati Uniti per la presentazione del documentario di Alex Gibney sull'attentato subito nel 2022.
Lo scrittore e saggista Salman Rushdie riceve questa sera a Pordenone la targa di Ambassador of Freedom, inaugurando ufficialmente la ventisettesima edizione di Pordenonelegge, la rassegna letteraria focalizzata sui temi della libertà di pensiero e d'espressione.
Già nella giornata di domani l'autore rientrerà negli Stati Uniti per partecipare alla prima proiettata a New York di Knife, la pellicola documentaria diretta dal regista premio Oscar Alex Gibney che ripercorre l'aggressione subita nel 2022, le severe conseguenze sanitarie e il percorso di riabilitazione attraverso la voce diretta dello stesso autore.
"Spero di arrivare in tempo", ha spiegato Rushdie durante l'incontro con i giornalisti svoltosi in mattinata al festival, "i programmi di viaggio sono complicati per arrivare a New York domani sera. Credo che questo sia un buon film, Alex Gibney è uno dei migliori registi documentaristi del nostro tempo, non a caso è vincitore di un premio Oscar.
Ha adottato un approccio molto sensibile, la colonna portante del film è il video diario girato da mia moglie, la poetessa e fotografa Rachel Eliza Griffiths, che per un anno ha ripreso noi due mentre cercavamo di affrontare la tragedia che ci è capitata. Di curare a poco a poco le ferite, fino alla guarigione e al completo ristabilimento. Certo per me sarà dura vederlo, ma spero che per il resto del pubblico possa essere una visione interessante".
L'intervento di Rushdie sul palco del Teatro Verdi, incentrato sul tema Linguaggi della verità, è stato introdotto dal presidente della Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti, che ha tracciato il profilo stilistico ed etico di questa edizione citando le figure del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la testimonianza su Anna Politkovskaja portata dalla figlia Vera e gli approfondimenti previsti all'interno della Dissensio Arena.
Nel corso della conferenza il curatore del festival Alberto Garlini ha ricordato la portata innovativa della narrativa dell'autore, evidenziando come la sua produzione rappresenti una letteratura capace di rifiutare il pensiero unico.
Sollecitato sulle dinamiche di attualità internazionale, lo scrittore ha commentato lo scenario politico americano: "Trump? Non ha il senso dell’umorismo, direi. E tutto quello che dice è il contrario della verità, anche a proposito di AI. La libertà di espressione? Gli scrittori sono persone ostinate, vedrete che riusciremo a dire quello che vogliamo. Spero che la verità non diventi una questione di appartenenza, noi scrittori cerchiamo di fare del nostro meglio. Trump, tuttavia, è una minaccia non solo sul fronte della libertà di espressione: ma siamo a 50 giorni dalle elezioni di Mid-term e forse le cose cambieranno".
Ripercorrendo la propria vicenda personale e professionale, l'autore ha ridimensionato la continuità delle minacce rispetto all'attività svolta negli anni: "I Versi satanici è stato il mio quarto romanzo e quinto libro pubblicato: ad oggi sono arrivato a quota 23, quindi la maggior parte della mia produzione letteraria è successiva a quanto accaduto, e alla fatwa. Per 25 anni ho pensato di poter condurre una vita ordinaria, la mia vita di scrittore. Poi, nel 2022, si è verificato l’attentato, che considero tuttora un fatto isolato e non l’inizio di una nuova fase di minaccia.
Mi sono sentito fortunato ad essere sopravvissuto, oggi dò molta importanza al tempo extra che mi è stato concesso su questa terra e cerco di usarlo per le cose veramente importanti. L’Islam radicale esiste, ed esiste un regime sanguinario in Iran: ma non trovo giusta la guerra promossa, non porterà al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione iraniana. Si tratta di un conflitto controproducente, il regime iraniano ne uscierà più forte".
In merito alla permanenza in Italia e all'accoglienza ricevuta dalla manifestazione friulana, Rushdie ha espresso apprezzamento per l'organizzazione: "Mi sto divertendo molto a Pordenonelegge, è davvero piacevole stare qui, anche in questo momento con voi".
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