
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 9 Giugno 2026
Sanità in crisi, allarme della Fondazione Gimbe: "L'intero Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita"
Nel corso dell'audizione in Commissione Affari sociali, il presidente Nino Cartabellotta evidenzia il progressivo declino del sistema di cure nelle aree meridionali del Paese negli ultimi due decenni. Il crollo della qualità dell'assistenza territoriale ha finito per stravolgere i dati demografici sulla longevità alla nascita.
Le profonde disparità territoriali nell'accesso alle cure mediche finiscono per riflettersi in modo drammatico sul dato demografico più prezioso: la durata stessa dell'esistenza dei cittadini. Il divario tra il Nord e il Sud del Paese in ambito sanitario si traduce ormai in una vera e propria forbice anagrafica, penalizzando sistematicamente le aree meridionali della Penisola.
La fotografia emersa nel corso dei lavori parlamentari descrive un quadro di profonda sofferenza per i servizi di assistenza pubblica. Intervenendo in audizione ufficiale davanti ai membri della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati — convocata per fare il punto sullo stato di attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e sulle modalità di erogazione delle prestazioni specialistiche nei territori regionali —, il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha richiamato l'attenzione dei parlamentari su un indicatore inequivocabile: “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale”.
Il vertice dell'organismo indipendente di ricerca sanitaria ha poi offerto una precisa chiave di lettura storica e politica sul fenomeno, collegando il deficit di longevità alle scelte strutturali compiute sul fronte dei finanziamenti e dell'organizzazione dei servizi ospedalieri e ambulatoriali nel corso degli ultimi vent'anni.
Secondo Cartabellotta, le criticità accumulate nel tempo hanno finito per produrre un vero e proprio scossone negli indicatori di benessere: “Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Un monito severo che impone una riflessione urgente sulla rimodulazione delle risorse e sulla garanzia del diritto alla salute in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
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