Santiago di Compostela, “una magia” dice l’arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia
Parterre delle grandi occasioni al Seminario di Reggio Calabria per il nuovo libro del giornalista Rai Gregorio Corigliano e di Pietro Praticò sul “Cammino di Santiago di Compostela”, un saggio fortemente voluto dall’editore Franco Arcidiaco per le Edizioni Città del Sole e che ora si prepara ad essere presentato in Vaticano.
di Pino Nano
Martedì 20 Giugno 2023
Reggio Calabria - 20 giu 2023 (Prima Notizia 24)
Parterre delle grandi occasioni al Seminario di Reggio Calabria per il nuovo libro del giornalista Rai Gregorio Corigliano e di Pietro Praticò sul “Cammino di Santiago di Compostela”, un saggio fortemente voluto dall’editore Franco Arcidiaco per le Edizioni Città del Sole e che ora si prepara ad essere presentato in Vaticano.

Libri d’estate, libri senza tempo, libri di viaggi e di pellegrinaggi di fede. L’ultimo della serie “Santiago. Dialogo tra un pellegrino ed il suo amico giornalista” porta la firma di Gregorio Corigliano e Pietro Praticò, giornalista famoso il primo, pellegrino di fede convinto ed instancabile il secondo, un saggio fortemente voluto dal suo editore Franco Arcidiaco per le edizioni di Città del Sile, e presentato sabato scorso a Reggio Calabria alla presenza di tantissima gente.

Emozionante la prefazione che fa al libro di Gregorio Corigliano e Piero Praticò don Mimmo Battaglia, per la storia della Chiesa lui è l’Arcivescovo di Napoli, ma per chi lo ha conosciuto personalmente bene don Mimmo è rimasto un angelo dei poveri, un servitore di Dio in terra, un uomo di una semplicità disarmante e di un cuore senza confini. Benedetta sia la terra che lui calpesta direbbero i Padri della Chiesa contemporanea.

“Saint Jean de Port- Santiago de Compostela.780 chilometri. Fango, strada, sassi, terra, pioggia, sole, vento volti, occhi. Storie che si intrecciano tra loro. Vite che sanno di strada. Strada che parla di vita. Una vita – scrive don Mimmo Battaglia- come un cammino. Un cammino come la vita. Tra un passo e l’altro, la memoria che si fa storia, racconto, condivisione”.

Una sorta di diario di viaggio, quasi un diario di bordo, segreto quanto basta, ma che con la prefazione di don Mimmo Battaglia non è più di due soli pellegrini, ai primi due se ne aggiunge ora un terzo, che è lui, questo straordinario pastore di fede che un giorno viene espiantato dalla sua città di sempre, Catanzaro, e trasportato a Napoli a curare i mali di una grande diocesi ferita.

“Ricordare è riportare al cuore, ed è quello che Gregorio Corigliano fa nel suo libro - scrive don Mimmo Battaglia- In un dialogo tra amici, riporta alla mente ed al cuore di Piero Praticò i passi percorsi, le emozioni vissute, la storia e la curiosità di un cammino di cui tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta nella vita”.

Ha ragione don Mimmo Battaglia: “Come non ricordare a questo proposito Paulo Coelho? che nel suo libro “Il cammino di Santiago” scrive: “le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi in cui sono attese” e sembra che queste pagine del libro di Corigliano e Praticò siano una strada che ti conduce dentro di te, che ti aiuta a riconoscere i tuoi punti forza, a scoprirti e ad accoglierti fragile, ad avere il coraggio di non fermarti e di continuare a camminare”.

Quando Piero Praticò - racconta Gregorio Corigliano- mi ha raccontato e fatto leggere la sua avventura di viaggio non potevo crederci. Il ragazzo, l’uomo che avevo un tempo conosciuto nel movimento giovanile della DC, a Reggio, negli anni ’70 e ’80, riflessivo, attento, curioso, si era imposto ed era riuscito, incredibilmente, a raggiungere quella meta che tutti o, meglio, in tanti, avremmo voluto scoprire. Non ci avrei giurato ma dalla lettura attenta ho colto, aggiunge, la volontà, la perseveranza, la forza, che, nonostante brevi momenti di scoraggiamento dovuti alla fatica, Piero ha vissuto per arrivare a Santiago, con gli occhi ed il cuore, sostiene mons. Battaglia, di chi sa stupirsi e mettersi in gioco”.

Dall’altra parte Pietro Praticò, si sofferma, con particolari inediti e sconosciuti ai più, su San Giacomo, uno dei dodici apostoli di Gesù, fratello di San Giovanni l’Evangelista. E Santiago, spiega Praticò, nasce dall’Unione di “Santo” e “Yago”, forme arcaiche della lingua spagnola che fanno riferimento, appunto, a San Giacomo”.

E Compostela, invece? “Secondo la Legenda aurea- ricorda Praticò- il corpo di Giacomo, decapitato in Palestina, fu portato dai discepoli sulle coste della Galizia. I resti furono trovati in un campo illuminato da stelle cadenti, denominato campus stellae, il  campo della stella, dal quale deriva l’attuale nome di Santiago de Compostela, il capoluogo della Galizia”.

Un giornalista ed un direttore di banca, dunque, questa volta insieme non per discutere di massimi sistemi, ma per parlare del Cammino di Santiago, un’esperienza tutta da vivere.

Davvero indimenticabile il ricordo che ha fatto a noi qualche anno dà di questo cammino un altro grande giornalista italiano, Lorenzo Del Boca, che ha sempre immaginato l’arrivo a Santiago di Compostela come l’arrivo in paradiso. Prima o poi, se il tempo ce lo permetterà, lo faremo anche noi.


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