Arte, Bologna: inaugurata la collettiva Codex, l’eco del wireless diventa pensiero digitale nella Ex Chiesa di San Mattia

MaMà Dots presenta il Pop Pointillism come linguaggio dell’arte italiana contemporanea.

di Paola Pucciatti
Martedì 03 Febbraio 2026
Bologna - 03 feb 2026 (Prima Notizia 24)

MaMà Dots presenta il Pop Pointillism come linguaggio dell’arte italiana contemporanea.

Inaugurata a Bologna la Mostra Codex – L’eco del wireless diventa pensiero digitale. nel contesto di Art City Bologna. Un progetto culturale del Ministero della Cultura, curato dalla Fondazione Guglielmo Marconi e dal Comitato Nazionale Marconi 150, ospitato all’interno della suggestiva Ex Chiesa di San Mattia (via Sant’Isaia 14, ingresso gratuito), fino al 28 febbraio 2026.  

La collettiva affronta il tema della comunicazione come infrastruttura culturale nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale.

In questo ambito, accanto a Quayola e Donatella Nicolini, MaMà Dots, assumendo una posizione di particolare rilievo critico, presenta alcune opere che evidenziano il Pop Pointillism Beyond AI, un linguaggio pittorico che rilegge il puntinismo storico attraverso un’immagine che richiama l’estetica del digitale, restando però ancorata alla manualità pittorica.

Si tratta di una riflessione sull’immagine, sulla tecnologia e sulla responsabilità dell’esperienza umana nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale. 

Un dialogo tra passato e futuro, tra il pensiero di Guglielmo Marconi e le sfide del presente in una città aperta da sempre al confronto culturale. 

Le opere, realizzate a olio su tela, sembrano superfici pixelate o algoritmiche mentre in realtà sono il risultato di un gesto lento, reiterato, profondamente umano. 

Tra i lavori esposti spicca MaMà’s Virgin, opera emblematica che sintetizza, in forma iconica, le tensioni centrali del progetto. 

La figura mariana, riletta come archetipo universale, diventa metafora di un nuovo umanesimo nell’era artificiale, capace di tenere insieme fede, futuro e responsabilità dello sguardo. 

La pittura di MaMà Dots si configura come una risposta culturale alla trasformazione digitale dell’immagine. Non una nostalgia per la tradizione, ma una rielaborazione consapevole del rapporto tra tecnologia e dimensione spirituale dell’uomo. 

Il punto pittorico, elemento fondante del Pop Pointillism, apparentemente simile al pixel è in realtà un atto umano.  In questa opposizione tra manualità e automatismo si colloca la forza critica della ricerca di MaMà Dots, spesso ricondotta all’idea di una possibile De Rerum Digitalium, intesa come riflessione contemporanea sulla natura delle cose digitali e sulle loro implicazioni simboliche ed etiche. 

Negli ultimi anni MaMà Dots ha esposto in contesti istituzionali di primo piano, dalla mostra personale a Palazzo Bastogi, sede del Consiglio Regionale della Toscana, ai progetti realizzati con la Marina Militare Italiana, terminati nella mostra Perseverance: Evoluzione Artistica nell’Era dell’AI e nella chiusura del tour mondiale della Nave Amerigo Vespucci con opere entrate a far parte del patrimonio istituzionale. 

Ha debuttato negli Stati Uniti presso Melissa Morgan Fine Art alla partecipazione ad Art Context Miami con la Liquid Art System che ne cura la rappresentanza anche in Italia. Il riconoscimento critico si è consolidato attraverso selezioni e premi, tra cui la Special Commendation from the President alla Florence Biennale, e con l’inclusione nell’Atlante dell’Arte Contemporanea di Giunti Editore 2026. 

MaMà Dots a Codex si presenta come una delle voci più riconoscibili dell’arte italiana contemporanea nel confronto con la cultura digitale: una pittura che non rincorre la tecnologia, ma la interroga, riaffermando il ruolo dell’immagine come spazio di senso, responsabilità ed esperienza umana.


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