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“Ci sono premi e premi, ma questo per la Legalità è un Premio speciale e di cui non finirò mai di ringraziarvi”. Lo grida forte il medico-scrittore calabrese Santo Gioffrè nel corso della cerimonia che a San Vincenzo La Costa lo premia come protagonista dell’antimafia.
Chiamato sul palco dalla giornalista Marisa Fallico a ritirare il suo Premio, Santo Gioffrè appare visibilmente emozionato, ma “L’emozione – precisa lui- è sentimento umano, persino il pianto è manifestazione dei forti, come ci tramandò Omero”.
Santo Gioffrè è prima di tutto un medico, diventato famoso nel mondo come scrittore di romanzi storici, ma soprattutto per aver scoperto e denunciato, “a rischio della propria vita e unico a farlo”, le ventennali rapine nella sanità reggina.
“Tra gli infiniti e prestigiosissimi premi, nazionali e internazionali ricevuti, questo – sottolinea lo scrittore- è il più bello perché la scelta di premiarmi per “Aver esercitato la legalità al di là e al di sopra di tutto…” nasce dall’osservazione attenta delle mie azioni. Un Premio che avverto viene dal cuore e dalla testa di quei settori della Società Civile non ancora sopraffatti dal logorio di una fatuità destruente”.
Ma è la motivazione del Premio, letta davanti al folto pubblico intervenuto, che completa il quadro di grande intensità emozionale: “Santo Gioffrè merita il premio speciale per l’alto impegno profuso, per il forte senso di appartenenza alla Terra di Calabria, per la sua professionalità, per l’onestà intellettuale, per i valori in cui crede e per i quali si è sempre battuto, per l’impatto emotivo che le sue opere suscitano. La forza straordinaria di un uomo, un professionista che non ha subito gli inganni istituzionali, ma che si è sempre schierato dalla parte dei deboli, sostenendone i valori e la dignità”.
La giornalista Marisa Fallico (con lui in alto nella foto) dice ancora di più di lui: “Autore di pubblicazioni storiche e narrative che hanno riscosso grande successo, la sua vita è da sempre legata alla memoria e all’impegno politico e sociale nella piena libertà di pensiero per giungere alla ricerca della bellezza. E alla rappresentazione della realtà sempre agganciata al magistero irrinunciabile della storia”.
Questo è Santo Gioffrè, il medico-scrittore che appare molto poco nei circuiti in cui l’ostentazione è regola, ma che è stato capace, in solitudine, di smuovere millenarie montagne dove, in bella vista, albergava il malaffare.
-Dottore a chi dedica questo Premio?
“E’ troppo importante per me per non dedicarlo alla mia famiglia, prima di tutto, e poi alla mia terra natale, al mio paese, Seminara, dove da bambino ho imparato a sognare e a credere che la vita può anche essere diversa da quella che ci raccontavano i nostri nonni in Aspromonte”.
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