Alle ricerche del sommergibile Titan, disperso da domenica nell'Oceano Atlantico durante un'escursione verso i fondali del Titanic, sta partecipando anche una nave della Marina statunitense che può recuperare carichi pesanti dai fondali oceanici.
I soccorritori stanno lottando contro il tempo: in queste ore, infatti, dovrebbe esaurirsi l'autonomia di ossigeno all'interno del sommergibile. Inoltre, le indagini sui rumori captati negli ultimi due giorni dalle sonoboe messe in zona, non hanno prodotto alcun risultato: “Sarò sincero, non sappiamo di che cosa si tratti”, ha detto Jamie Frederick, capitano della Guardia Costiera statunitense.
In ogni caso, le operazioni stanno continuando e in zona stanno arrivando altri mezzi. Tra questi, anche la nave canadese Horizon Arctic, che stamani ha inviato in mare un velivolo a pilotaggio remoto, e la nave Atalante, che ha trasportato un gruppo di esperti francesi con un robot, Victor 6000, capace di scendere fino a 6.000 metri di profondità.
La profondità del fondale non va oltre i 4 mila metri, ma le ricerche vengono condotte in un perimetro ampio. Un altro mezzo a pilotaggio remoto sta per arrivare, trasportato dalla compagnia britannica Magellan.
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