Ultim’ora

Cronaca

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Domenica 14 Giugno 2026

Sorelline scomparse da una comunità in Abruzzo, una settimana senza risposte: ricerche anche nel lago di Barrea

Proseguono senza sosta le ricerche di Alisya e Sarah Di Giacinto, scomparse da una comunità educativa di Civitella Alfedena. Gli investigatori analizzano cellulari e telecamere mentre i sommozzatori controllano il lago di Barrea.

Condividi questo articolo

di Roberta Damiata

Alisya e Sarah Di Giacinto mancano da sette giorni. Gli investigatori seguono ogni pista: analizzati cellulari, messaggi e immagini delle telecamere. Sommozzatori al lavoro per escludere qualsiasi scenario

Sette giorni di ricerche incessanti e ancora nessuna traccia di Alisya e Sarah Di Giacinto, le sorelle di 16 e 12 anni scomparse nella notte tra sabato e domenica dalla comunità educativa "Ofh Hope" di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Un caso che continua ad alimentare interrogativi e preoccupazione, mentre il tempo passa senza che emergano elementi decisivi per ritrovare le due ragazze. Le adolescenti, originarie di Minturno, in provincia di Latina, risultano irreperibili da una settimana. I genitori, separati da anni e coinvolti in una lunga vicenda giudiziaria legata all'affidamento delle figlie, vivono ore di profonda angoscia.

Indagini aperte su ogni possibile scenario

Gli inquirenti non intendono lasciare nulla al caso. La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e sta esaminando tutti gli elementi raccolti nelle ultime ore. Tra gli accertamenti in corso ci sono anche le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza comunale. Alcune telecamere avrebbero immortalato il passaggio di diversi veicoli nelle vicinanze della struttura nelle ore compatibili con la scomparsa delle due sorelle. Filmati che potrebbero rivelarsi determinanti per ricostruire quanto accaduto. Le indagini procedono contemporaneamente su più fronti. Nessuna ipotesi viene esclusa: dal possibile allontanamento volontario all'eventuale coinvolgimento di terze persone, fino alle piste più gravi come il rapimento o il sequestro. Gli investigatori ritengono comunque difficile che due ragazze così giovani possano essersi allontanate autonomamente senza l'aiuto di almeno un adulto.

Controlli anche nel lago di Barrea

Per questo motivo le ricerche si stanno concentrando non soltanto nell'area boschiva che circonda la comunità educativa, ma anche nel vicino lago di Barrea. Nelle scorse ore sono intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco, che hanno effettuato una serie di verifiche dal lago utilizzando un'imbarcazione. Le operazioni si sono concentrate in particolare nelle zone dei due ponti che attraversano il bacino, dove sono state ispezionate le arcate e le aree ritenute più delicate. L'obiettivo è escludere qualsiasi eventualità, compresa quella di un incidente o di eventi ancora più drammatici. Il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Teramo ha proseguito le ricognizioni anche nelle zone considerate più critiche dal punto di vista della visibilità.

Sotto esame telefoni e conversazioni

Un ruolo importante nell'inchiesta potrebbe essere svolto dall'analisi dei dispositivi elettronici utilizzati dalle due ragazze. La stanza che occupavano all'interno della comunità è stata posta sotto sequestro, mentre i carabinieri stanno passando al vaglio il contenuto dei cellulari. Messaggi, chat e contatti vengono esaminati nel tentativo di individuare elementi utili a comprendere se le due sorelle avessero programmato l'allontanamento o fossero entrate in contatto con qualcuno prima della scomparsa. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sui risultati emersi finora, ma alcune informazioni recuperate dai telefoni sarebbero considerate particolarmente rilevanti per il prosieguo delle indagini.

Una storia familiare complessa

Alisya e Sarah vivevano nella struttura aquilana dall'ottobre 2024, in seguito a un provvedimento disposto dal Tribunale per i minorenni di Cassino nell'ambito di un percorso di tutela avviato dopo la separazione dei genitori, avvenuta nel 2021. L'inserimento delle due minori nelle comunità era però iniziato già nel 2023. In una prima fase erano state ospitate in strutture differenti, tra Rieti e Civitella Alfedena, prima di essere nuovamente riunite nell'agosto del 2024. Nel corso degli anni il conflitto familiare si era progressivamente aggravato, fino a rendere necessario l'intervento dell'autorità giudiziaria. Negli atti relativi alla vicenda, la madre era stata definita una figura "manipolatrice", mentre entrambi i genitori erano stati ritenuti incapaci di gestire la situazione in maniera equilibrata. Solo poche settimane fa, nel maggio scorso, il padre Stefano Di Giacinto, 39 anni, operaio residente a Minturno, aveva recuperato la responsabilità genitoriale e aveva iniziato un percorso di riavvicinamento alle figlie. Con le ragazze manteneva contatti frequenti attraverso messaggi e visite programmate nella struttura.

Studentesse modello e molto legate tra loro

Chi le conosce le descrive come ragazze tranquille, educate e impegnate nello studio. Alisya frequenta l'istituto commerciale a indirizzo turistico di Castel di Sangro. È una giovane molto riservata, appassionata di danza e atletica leggera. Tra i suoi interessi spicca anche la criminologia, materia che sogna di approfondire in futuro trasformandola in una professione. Sarah, che frequenta invece la scuola media di Barrea, è considerata una ragazzina dolce e discreta. Molto legata alla sorella maggiore, trovava in lei un punto di riferimento costante. Anche il suo carattere viene descritto come particolarmente sensibile, segnato dalle difficoltà affrontate negli ultimi anni. Il suo desiderio è diventare estetista. La loro scomparsa è avvenuta a pochi giorni dalla conclusione dell'anno scolastico. Secondo quanto ricostruito, le due sorelle sarebbero uscite dalla comunità attraverso una porta danneggiata tra le 2 e le 6 del mattino.

L'appello disperato della madre

Nel frattempo continua l'angoscia dei familiari, che non smettono di lanciare appelli affinché le due ragazze possano dare notizie di sé. La madre, Valentina D'Acunto, ha diffuso nelle ultime ore un messaggio audio attraverso il proprio legale, rivolgendosi direttamente alle figlie. “Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordatevi che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Fateci sapere che state bene, vi prego tornate”. Parole cariche di dolore che riassumono la speranza di una famiglia e di un'intera comunità che, dopo sette giorni di silenzio, continua ad attendere una notizia capace di mettere fine a un mistero sempre più fitto.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti