
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 6 Maggio 2026
Spionaggio, la Cassazione conferma: condanna definitiva a 20 anni per Walter Biot
La Suprema Corte mette il sigillo sulla vicenda del capitano di fregata che scambiò dossier riservati per cinquemila euro.
Il caso di spionaggio che ha scosso le istituzioni italiane nel 2021 arriva al suo epilogo giudiziario definitivo. I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna a 20 anni di reclusione per Walter Biot, l'ex capitano di fregata arrestato mentre consegnava documenti classificati a un funzionario dell'ambasciata russa.
La decisione accoglie la richiesta dell'avvocato generale dello Stato, Marco Dall’Olio, chiudendo il capitolo civile di una vicenda che ha già visto Biot condannato a oltre 29 anni dalla magistratura militare.
La ricostruzione dei fatti non ha lasciato spazio a dubbi: Biot fu incastrato dalle telecamere nascoste nel suo ufficio mentre fotografava dossier cartacei e schermate PC. La trappola scattò nel parcheggio di un supermercato, dove l'ufficiale consegnò una micro SD contenente 181 immagini di documenti sensibili in cambio di un borsello con cento banconote da 50 euro.
Secondo quanto appurato nel processo, Biot "era munito di nulla osta di sicurezza di livello SS/Cosmic/UE avendo perciò accesso alle informazioni classificate" e le carte sottratte erano "del tutto indivulgabili, indipendentemente dall’apposizione del segreto di Stato".
Nonostante la certezza del reato, resta un alone di mistero sulle ragioni che hanno spinto un militare di lungo corso a tradire il Paese. Un ex collega lo ricorda come "uno molto rispettato ed anche pignolo sul lavoro", aggiungendo che "nessuno che lo conosceva poteva aspettarsi un coinvolgimento del genere da parte sua".
Le indagini patrimoniali non hanno evidenziato ricchezze accumulate, lasciando intravedere una realtà quotidiana fatta di un mutuo da pagare e uno stipendio ritenuto insufficiente, motivazioni che però non chiariscono del tutto la gravità del passaggio di informazioni. Biot, che attualmente sta già scontando la pena militare nel carcere di Velletri, dovrà ora confrontarsi con questa nuova condanna definitiva.
La vicenda resta uno dei casi più gravi di infedeltà istituzionale della storia recente, definendo un quadro che, nonostante le sentenze, rimane in parte ignoto.
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