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- Roma - Martedì 5 Maggio 2026
Arte: dai mosaici friulani ai monumenti di Sydney, l'epopea dei fratelli Melocco entra in Senato
Presentato a Roma il volume che celebra i tre fratelli pionieri in Australia. Anna Rossomando: "Una storia di influenza culturale e sociale che trasforma l'identità in cittadinanza".
Una storia di riscatto e bellezza che dal Friuli del primo Novecento arriva fino ai monumenti più iconici dell'Australia.
È stato presentato a Roma, su iniziativa del senatore Francesco Giacobbe e con il patrocinio del Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana, il volume "Painting with Stone - The Story of the Melocco Brothers".
L'opera, che celebra l'epopea di Pietro, Antonio e Galliano Melocco, entrerà ufficialmente a far parte del patrimonio della Biblioteca del Senato della Repubblica.
Il racconto dei tre fratelli è molto più di una cronaca migratoria: è una testimonianza di influenza "culturale, artistica, sociale", come sottolineato dalla vicepresidente del Senato, Anna Rossomando.
Durante la presentazione, Rossomando ha evidenziato come questa vicenda dimostri che "l'identità, spesso usato come un'arma, si basi invece sul concetto di cittadinanza". I Melocco, infatti, non hanno solo trovato una nuova patria, ma l'hanno arricchita esportando la maestria del mosaico e del marmo italiano, oggi parte integrante dell'architettura di Sydney, dalla Cattedrale di St. Mary alla Mitchell Library, fino alla stazione centrale.
L'impatto dei loro lavori sul suolo australiano è stato monumentale. "Hanno cambiato la faccia dell'Australia, visto che il 90% dei lavori in marmo e mosaico della prima metà del '900 erano fatti da loro", ha ricordato con orgoglio la nipote Anna Maria Curtis. Un contributo che il vice ambasciatore australiano Siddhartha Chakrabarti ha definito profondo e sottile al tempo stesso: "Molti australiani hanno visto, ammirato, e forse camminato senza saperlo sui loro lavori. Questo rende l'idea della profondità del contributo italiano alla cultura australiana".
Secondo il console generale di Sydney, Gianluca Rubagotti, il volume rappresenta un segno tangibile di "diplomazia culturale", mentre il senatore Giacobbe ha concluso ricordando come la comunità italiana nel mondo sia capace di creare "qualcosa di duraturo", trasformando la ricerca di una vita migliore in un lascito artistico eterno per il Paese ospitante.
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