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- Roma - Mercoledì 6 Maggio 2026
Fotogiornalismo: le fratture del mondo in mostra al "World Press Photo 2026"
Dal dramma dei migranti negli USA alla crisi umanitaria a Gaza: il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita i 42 progetti vincitori del prestigioso premio internazionale. Un'anteprima cruda e necessaria sulla complessità del contemporaneo.
Il Palazzo delle Esposizioni di Roma apre le porte alla 69ª edizione del World Press Photo, la rassegna che dal 1955 celebra il meglio della narrazione visiva globale. Dal 7 maggio al 29 giugno, i visitatori potranno immergersi in un percorso espositivo che raccoglie 42 progetti selezionati tra oltre 57.000 scatti, offrendo uno sguardo senza filtri sulle crisi e le speranze del nostro tempo.
La foto dell'anno, intitolata 'Separati dall'Ice' e scattata da Caroll Guzy per il Miami Herald, domina la scena rendendo tangibile l'impatto delle politiche migratorie dell'amministrazione Trump.
Ma la mostra è un mosaico di conflitti e resilienza: si passa dal dramma di 'Emergenza umanitaria a Gaza' di Saber Nuraldin, che documenta l'assalto ai camion di farina del luglio 2025, ai ritratti delle donne Achi in Guatemala, simbolo della lotta contro l'impunità per i crimini della guerra civile.
L'esposizione non si limita ai grandi titoli di cronaca, ma recupera storie dimenticate o sommerse dall'infodemia. Trovano spazio l'ironia amara di un 'Matrimonio nell'alluvione' nelle Filippine, lo shock di una poliziotta dopo l'attentato a Bondi Beach in Australia e la moderna 'Guerra di droni' in Ucraina.
Spazio anche al dolore individuale, come il racconto dell'anoressia nello scatto 'Engla Louise' o i volti del conflitto in Sudan.
Il presidente dell'Azienda Speciale Palaexpo, Marco Delogu, descrive così questa selezione: "Questa edizione del World Press Photo è particolarmente riuscita. In questi tempi particolarmente bui sembra che le foto escano da questa oscurità: sono testimonianze che definirei tragiche, dalla condotta dell'Ice alle guerre che non sono finite, agli attentati. C'è molto dolore, la narrazione ha un filo conduttore più forte che nel passato".
Delogu sottolinea inoltre come la fotografia sia il cuore pulsante del Palazzo delle Esposizioni, dialogando idealmente con le altre mostre in corso, da Mario Schifano a Marco Tirelli.
Le opere premiate, suddivise nelle categorie Foto singole, Reportage e Progetti a Lungo Termine, compongono un atlante delle fratture mondiali, rivelando l'escalation della crisi climatica e il costo umano dei conflitti, ma celebrando al contempo le storie di ricostruzione e la dignità silenziosa di chi persevera.
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