
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 13:10
Starlink, Musk frena i satelliti usati da Kiev: l'ombra delle tensioni sui droni. Rubio: "Trump non c'entra"
Rivelazioni del Wall Street Journal sul rallentamento del sistema satellitare per bloccare i raid sulle raffinerie russe. Il Segretario di Stato Usa difende la Casa Bianca: "Azienda privata, la gestione spetta a SpaceX".
C’è la decisione autonoma del patron di SpaceX Elon Musk dietro il rallentamento di Starshield, la versione di livello militare del sistema satellitare Starlink su cui fa affidamento l'esercito ucraino per le comunicazioni di campo e la guida dei droni.
A sgombrare il campo da sospetti circa un ruolo attivo della Casa Bianca è stato il Segretario di Stato americano Marco Rubio, che a margine della sua visita ufficiale in India ha escluso qualunque ingerenza dell'amministrazione presidenziale. “Trump non c’entra con le decisioni di Starlink, Starshield e di Elon Musk. Si tratta di un’azienda privata. Trump non la gestisce e non può dirle cosa fare né imporle delle decisioni”, ha dichiarato Rubio alla stampa.
Il capo della diplomazia statunitense ha quindi ribadito l'autonomia contrattuale del gruppo aerospaziale: “Starlink è un’azienda privata. Ha un contratto che stabilisce le condizioni in base alle quali quella tecnologia può essere utilizzata. Trump, né nessun altro all’interno della nostra amministrazione, ha mai chiesto che venissero apportate modifiche a quel sistema”.
Le precisazioni giungono a conferma di quanto ricostruito dal quotidiano The Wall Street Journal, che citando funzionari governativi ed esperti del settore ha rivelato come la disposizione di limitare la banda satellitare sia partita direttamente da Musk, provocando forte preoccupazione a Kiev.
All'origine della stretta vi sarebbe il malcontento espresso da Washington ed Elon Musk per le recenti incursioni ucraine con droni contro le raffinerie di carburante in territorio russo, considerate responsabili dell'impennata dei prezzi energetici.
La riduzione della velocità di trasmissione imposta la scorsa settimana ha reso di fatto inutilizzabili diversi droni d'attacco e intercettori delle forze armate ucraine. La decisione ha innescato un botta e risposta anche sulle responsabilità di gestione di Starshield. Lo stesso Musk, in un post diffuso sulla piattaforma X, aveva sostenuto che “i sistemi Starshield sono di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense. Eventuali limitazioni alla velocità o all’utilizzo sono stabilite dalle forze armate Usa e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che a margine del Consiglio Europeo di Bruxelles ha tenuto a precisare la natura difensiva dell'impiego della rete satellitare: “Noi non usiamo Starlink per attaccare la Russia o per rispondere agli attacchi russi, noi usiamo Starlink per fermare gli Shahed che attaccano la nostra popolazione”.
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