
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 12 Maggio 2026
Strage di Crans-Montana, la confessione shock: “Controlli antincendio nei bar non erano prioritari”
Il vice-responsabile della sicurezza ammette anni di arretrati e carenza di risorse. Il legale dei feriti denuncia uno "scaricabarile" tra politici e tecnici.
L'inchiesta sulla tragedia di Capodanno al locale "Le Constellation", costata la vita a 41 persone, registra una svolta drammatica durante gli interrogatori condotti dalla Procura di Sion. Benjamin Charpiot, attuale vice-responsabile della sicurezza di Crans-Montana e uno dei 13 indagati nel procedimento, ha ammesso davanti agli inquirenti del Canton Vallese che il Comune operava in una condizione di cronico ritardo riguardo ai sopralluoghi antincendio.
Nonostante la legge svizzera imponga controlli annuali, la programmazione comunale seguiva una gerarchia che penalizzava sistematicamente i luoghi di intrattenimento.
Secondo quanto emerso dalla deposizione di Charpiot, le autorità locali avevano stabilito una lista di priorità che vedeva al vertice ospedali e cliniche, seguiti da abitazioni private e alberghi. In fondo a questo elenco venivano collocati bar e ristoranti, i cui controlli venivano eseguiti in modo saltuario o del tutto omessi per anni.
L'ultimo sopralluogo effettuato al "Le Constellation" risaliva infatti al 2020, ben quattro anni prima del rogo. Il funzionario ha giustificato tali mancanze citando una grave carenza di personale e risorse, che avrebbe generato un accumulo inestinguibile di "arretrati" nelle verifiche periodiche obbligatorie.
Le dichiarazioni di Charpiot hanno sollevato la dura reazione di Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, rimasta ferita nel disastro. L'avvocato, presente all'interrogatorio, ha denunciato un quadro allarmante di sottovalutazione del rischio sia a livello politico che tecnico, definendo la preparazione del personale comunale "gravemente insufficiente".
Secondo la parte civile, dalle ammissioni dell'indagato emergerebbe la piena consapevolezza delle istituzioni, non solo comunali ma anche cantonali, riguardo a queste criticità. Il quadro che si delinea è quello di un sistematico scaricabarile tra i vari livelli amministrativi, sintomo di una radicata assenza di cultura della prevenzione che, secondo Charpiot, accomunerebbe diverse altre amministrazioni del territorio svizzero.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24














