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  • Roma - Martedì 12 Maggio 2026

Ucraina, l'ex portavoce Mendel attacca Zelensky: “Nel 2022 era pronto a cedere il Donbass”

Pesanti accuse dell'ex addetta stampa durante un'intervista a Tucker Carlson: il Presidente viene descritto come un attore instabile. La presidenza ucraina smentisce: “Dichiarazioni fuori di testa”.

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Il dibattito internazionale sulla leadership ucraina si infiamma a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Yuliia Mendel, già portavoce di Volodymyr Zelensky fino al 2021.

In una controversa intervista concessa al giornalista statunitense Tucker Carlson, Mendel ha tracciato un ritratto inedito e spietato del Capo dello Stato, sostenendo che, durante i negoziati del 2022, Zelensky fosse disposto a cedere il Donbass alla Federazione Russa.

Secondo l'ex collaboratrice, l'immagine pubblica del leader sarebbe frutto di una sofisticata finzione: “Il presidente ucraino non è la persona che si vede in video. È una persona completamente diversa. Cambia maschera di continuo. È emotivamente instabile, spesso isterico, e pensa che ogni persona sia sacrificabile”.

Mendel ha rincarato la dose mettendo in dubbio la statura morale e politica di Zelensky, definendo la sua comunicazione come una serie di manipolazioni o menzogne scollegate dalla realtà.

Pur condannando fermamente i crimini russi contro l'umanità, l'ex portavoce ha osservato che “questa guerra non è più bianca o nera”, sottolineando come molti leader occidentali inizialmente considerassero il presidente ucraino “poco istruito, non qualificato e di scarsa profondità”, prima che si trasformasse nel volto globale della democrazia.

Mendel ha inoltre riportato rivelazioni su un presunto incontro privato a Parigi nel 2019, durante il quale Zelensky avrebbe promesso a Putin che l'Ucraina non sarebbe mai entrata nella Nato.

La reazione di Kiev non si è fatta attendere. L'Ufficio della Presidenza, citato da Ukrainska Pravda, ha smentito categoricamente ogni accusa, definendo Mendel del tutto estranea ai processi decisionali e ai tavoli negoziali. In una nota ufficiale, i funzionari hanno liquidato le parole dell'ex addetta stampa con estrema durezza: “Questa donna non ha partecipato ai negoziati... è fuori di testa da tempo e, per quanto riguarda chi le stia dicendo certe cose e se siano effettivamente vere, non vale la pena commentare”.

La presidenza ucraina ha concluso accusando Mendel di prestarsi a manipolazioni su piattaforme mediatiche note per un atteggiamento critico o ambiguo nei confronti della resistenza di Kiev.

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