
- Prima Notizia 24
- Siena - Martedì 12 Maggio 2026
Mps blinda Mediobanca e congela il nuovo risiko: Lovaglio conferma dividendo, buyback e asse con Anima
L’ad conferma la fusione entro il quarto trimestre 2026, difende la partnership con Anima, rinvia ogni valutazione su Generali e assicura continuità nella remunerazione degli azionisti.
Monte dei Paschi di Siena sceglie la linea della prudenza e dell’esecuzione. Nella conference call sui conti trimestrali, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha indicato con chiarezza la priorità del gruppo: portare a termine l’integrazione con Mediobanca entro il quarto trimestre del 2026, senza aprire adesso nuovi fronti di crescita per linee esterne.
Un messaggio che arriva mentre nel credito italiano continua il dibattito sul risiko bancario, ma che per Mps segna una fase diversa, più orientata alla realizzazione delle sinergie che alla ricerca di nuove operazioni.
Lovaglio ha spiegato che il consolidamento del settore non è affatto concluso e che altre fasi arriveranno, definendole di fatto inevitabili. Allo stesso tempo, però, ha chiarito che il Monte intende restare concentrato sul cantiere già aperto con Mediobanca, con l’obiettivo di rispettare il cronoprogramma, confermare le attese e possibilmente superare i target fissati. La linea del management è quindi quella di trasformare la forza patrimoniale e la capacità di generare valore in un vantaggio competitivo stabile, senza disperdere energie in ulteriori dossier.
Sul piano della governance, l’ad ha insistito su un concetto preciso: la fase di incertezza sarebbe ormai alle spalle. Il nuovo consiglio di amministrazione, ha osservato, garantisce continuità nella leadership, rafforza le competenze interne e consolida la capacità operativa del gruppo.
In questo quadro, la fusione con Mediobanca resta il baricentro della strategia industriale e rappresenta il passaggio decisivo per la prossima fase del Monte dei Paschi. Indicazioni importanti sono arrivate anche sul fronte della remunerazione degli azionisti. Lovaglio ha confermato che il dividendo 2026 dovrebbe attestarsi su livelli in linea con quelli di quest’anno, ribadendo inoltre la conferma della remunerazione complessiva prevista dal piano e del buyback.
Sull’eventuale acconto, la decisione verrà assunta più avanti, in occasione della semestrale, ma il segnale dato al mercato è quello di una banca che vuole continuare a presentarsi come credibile anche sul terreno del ritorno agli azionisti. Tra i passaggi più osservati dagli analisti c’è poi quello relativo a Generali.
Lovaglio ha escluso, allo stato, di aver ragionato su scenari di dismissione della partecipazione, sottolineando invece il contributo arrivato nel primo trimestre e lasciando intravedere anche possibili sviluppi di collaborazione operativa. Un’impostazione che suggerisce come, almeno in questa fase, Mps preferisca valorizzare gli asset in portafoglio piuttosto che ragionare su cessioni o riassetti collegati.
Altro tassello rilevante riguarda Anima, definita da Lovaglio un partner strategico destinato a restare tale. La partnership, ha spiegato, continuerà a essere sviluppata e arricchita sul fronte dell’offerta, confermando il ruolo dell’asset manager all’interno del piano del gruppo. In sostanza, Mps prova a trasmettere al mercato un messaggio netto: la banca vede il consolidamento come uno scenario di sistema, ma la propria agenda immediata è fatta di integrazione, stabilità manageriale, creazione di sinergie e continuità nella politica di remunerazione.
Per il Monte dei Paschi, dunque, il 2026 non appare come l’anno di una nuova offensiva nel risiko bancario, ma come quello in cui consolidare il profilo del nuovo polo in costruzione attorno a Mediobanca. Se il cronoprogramma verrà rispettato, la banca potrà poi ripresentarsi più avanti da protagonista anche nelle future partite del settore. Per adesso, però, il messaggio di Lovaglio è uno solo: prima l’esecuzione, poi ogni eventuale nuovo scenario.
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