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- Roma - Martedì 9 Giugno 2026
Transizione energetica, monito del Premio Nobel Parisi: "Il solare costa molto meno del nucleare, l'atomo ora è una distrazione"
A margine di un seminario sulle politiche tecnologiche nella sede del Pd, lo scienziato analizza i limiti strutturali ed economici dell'energia atomica in Italia. Secondo il fisico, gli alti costi di installazione e l'impossibilità di una convivenza commerciale con le fonti rinnovabili renderebbero gli impianti nucleari sostanzialmente inutili nel nostro Paese.
Il dibattito sul mix energetico nazionale e sul possibile ritorno all'energia atomica in Italia si arricchisce della voce autorevole di uno dei massimi esponenti della comunità scientifica internazionale.
Nel corso di un incontro incentrato sulle strategie tecnologiche del Paese, svoltosi a Roma presso la sede nazionale del Partito Democratico al Nazareno, il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi ha espresso forti riserve di natura tecnica ed economica sulla convenienza dei reattori, indicando nel potenziamento delle infrastrutture per le rinnovabili la vera priorità strategica per il sistema industriale.
Il celebre scienziato ha invitato i decisori politici e l'opinione pubblica a non disperdere risorse finanziarie e progettuali su soluzioni strutturalmente complesse e dai lunghi tempi di realizzazione, che rischierebbero di rallentare i processi di decarbonizzazione già in atto: “Il problema è che abbiamo un’enorme disponibilità di energia basata sul solare, però per usarla è necessario anche ammodernare la rete. Quindi il nucleare adesso è una distrazione rispetto ai veri problemi energetici che abbiamo in Italia e che vanno risolti in un’altra direzione”.
Entrando nel dettaglio dei nodi economici che inficiano la sostenibilità del comparto, il fisico ha tracciato una chiara simulazione di mercato che evidenzia l'incompatibilità gestionale tra la rigidità operativa delle centrali atomiche e l'intermittenza propria delle fonti pulite emergenti: “Il problema che abbiamo in generale col nucleare è che costa moltissimo l’installazione e che per essere commercialmente utile deve essere utilizzato al 100 per 100. L’energia solare costerà molto di meno del nucleare e sarà disponibile moltissimo d’estate e di giorno. Quindi il nucleare dovrà essere spento per tanto tempo, quindi è commercialmente sostanzialmente inutile”, ha concluso.
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