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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Lunedì 26 Ottobre 2026, 17:00

Tumore al polmone: il nuovo farmaco Divarasib riduce il rischio di mortalità del 44%

I dati dello studio di fase 3 'Krascendo 1' presentati al congresso Esmo mostrano la superiorità del farmaco rispetto agli standard attuali nei pazienti con mutazione Kras G12C. Allungata la sopravvivenza mediana a 18 mesi.

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Un progresso significativo nella lotta contro le neoplasie polmonari arriva dai risultati dello studio clinico pivotale di fase 3 'Krascendo 1', presentati durante il congresso annuale della European Society for Medical Oncology (Esmo) e pubblicati in contemporanea sulla rivista The New England Journal of Medicine.

La sperimentazione ha dimostrato l'efficacia superiore di divarasib, un inibitore della mutazione Kras G12C di nuova generazione, rispetto ai trattamenti farmacologici attualmente considerati standard di cura per i pazienti affetti da tumore al polmone non a piccole cellule precedentemente trattati.

La somministrazione di divarasib in monoterapia ha registrato una riduzione del rischio di progressione della malattia o di decesso pari al 42%, abbattendo il rischio specifico di mortalità del 44%.

Nel corso dell'analisi primaria, la molecola ha consentito di raggiungere una sopravvivenza mediana di circa 18 mesi, rispetto ai 12 mesi garantiti dai principi attivi di prima generazione sotorasib e adagrasib.

Sul fronte della tollerabilità, non sono emersi nuovi segnali di tossicità: le reazioni avverse riscontrate sono risultate in prevalenza di lieve entità e gestibili sotto il profilo clinico. La mutazione G12C rappresenta una delle alterazioni genetiche più comuni del gene Kras, riscontrata in circa un paziente su otto affetto da questo tipo di tumore e storicamente associata a una prognosi peggiore rispetto ai casi privi di mutazione.

"Nonostante la disponibilità degli attuali inibitori di Kras G12C di prima generazione, persiste ad oggi un significativo bisogno clinico insoddisfatto, perché i risultati ottenuti in termini di risposte obiettive e sopravvivenza possono essere migliorati", ha spiegato Alessandro Morabito, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Oncologia Clinica Sperimentale Toraco-Polmonare presso l'Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione 'G. Pascale' di Napoli. "I risultati dello studio 'Krascendo 1' presentati al Congresso Esmo 2026 mostrano chiaramente la superiorità di divarasib rispetto agli standard attuali nel migliorare in modo significativo la prognosi dei pazienti pretrattati con alterazione di Kras G12C".

L'azienda farmaceutica sviluppatrice del principio attivo ha avviato le procedure di confronto con le autorità regolatorie internazionali per velocizzare l'iter di approvazione e rendere accessibile il farmaco nei diversi Paesi, inclusa l'Italia.

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