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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Domenica 25 Ottobre 2026, 12:15

Chirurgia estetica, il desiderio di cambiare e il bisogno di essere ascoltati

Il rapporto con la propria immagine, le aspettative e il confronto con lo specialista: una scelta consapevole comincia dall’ascolto, senza fretta e senza promesse di perfezione.

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Chirurgia estetica, il desiderio di cambiare e il bisogno di essere ascoltati
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di Ettore Midas

Ci sono cambiamenti del corpo che si accolgono con naturalezza e altri con cui è più difficile convivere. Una gravidanza, il passare degli anni, un particolare che da tempo crea disagio: davanti allo specchio ciascuno porta la propria storia. Quando si comincia a pensare a un intervento estetico, quella storia merita attenzione prima ancora di qualsiasi proposta.

Il primo passo è poter parlare apertamente delle proprie motivazioni. Che cosa si vorrebbe cambiare? Quale risultato ci si aspetta? Quanto quella richiesta nasce da un desiderio personale e quanto dal confronto con le immagini degli altri? Domande che aiutano a mettere a fuoco una decisione spesso più complessa di quanto appaia.

È su questo terreno che si colloca anche l’attività di Domenico Riitano, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica (NELLA FOTO), con un percorso di formazione tra Italia e Brasile. La sua esperienza offre lo spunto per affrontare un tema che riguarda il rapporto tra medico e paziente: lo spazio da dedicare al dialogo e alla comprensione delle aspettative.

La consulenza è il momento in cui un desiderio deve confrontarsi con possibilità concrete. Occorre capire quali risultati siano realistici, quali limiti abbia la procedura, quali rischi comporti e che cosa richiedano il recupero e i controlli successivi. Anche costi e tempi devono essere chiari, perché fanno parte della scelta.

Chi si rivolge a uno specialista deve poter esprimere dubbi, chiedere spiegazioni e tornare su un punto rimasto poco comprensibile. Senza sentirsi in imbarazzo e senza la pressione di decidere subito. La possibilità di riflettere, o di rinunciare, merita lo stesso rispetto della volontà di procedere.

L’attenzione non può fermarsi al risultato immaginato. Conta anche ciò che viene dopo: le indicazioni da seguire, l’assistenza durante il recupero, il confronto con il medico quando emergono domande o preoccupazioni. Un percorso che va raccontato per intero, oltre le fotografie del prima e del dopo.

Parlare di chirurgia estetica significa dunque lasciare spazio alle persone, alle loro ragioni e alle loro incertezze. Senza trasformare ogni insoddisfazione in un difetto da correggere. Il punto di partenza resta una decisione libera e informata, nella quale riconoscersi prima ancora di cercare un cambiamento.

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