TuttoFood2026: confermati 4mila buyer a Milano, task force per gli operatori dalle zone di guerra

Nonostante le tensioni internazionali, la rassegna di Rho Fiera Milano blinda le presenze estere. Focus su Giappone e Corea del Sud, mentre Fiere di Parma e Ice attivano tutele speciali per i buyer provenienti dalle aree di conflitto.

(Prima Notizia 24)
Giovedì 02 Aprile 2026
Roma - 02 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Nonostante le tensioni internazionali, la rassegna di Rho Fiera Milano blinda le presenze estere. Focus su Giappone e Corea del Sud, mentre Fiere di Parma e Ice attivano tutele speciali per i buyer provenienti dalle aree di conflitto.

A circa cinquanta giorni dall'apertura, TuttoFood 2026 scalda i motori e conferma la sua caratura globale nonostante il complesso scenario geopolitico.

Dopo l'ultima tappa del roadshow mondiale al Parlamento Europeo di Bruxelles, Fiere di Parma si prepara ad accogliere a Rho Fiera Milano, dall'11 al 14 maggio, oltre 100.000 presenze professionali, con un 30% di visitatori attesi dall'estero.

Il dato più rilevante riguarda i 4.000 buyer internazionali confermati: tra questi, circa il 15% proviene da Paesi attualmente in guerra o pesantemente colpiti dai disagi al traffico aereo. Per garantire la partecipazione di queste delegazioni, Fiere di Parma ha istituito una task force dedicata che opera in stretta sinergia con Ice-Agenzia, potenziando le risorse per agevolare gli spostamenti dalle aree di crisi.

La manifestazione registra segnali di forte dinamismo dai mercati asiatici, con delegazioni particolarmente nutrite da Giappone e Corea del Sud, quest'ultima sempre più interessata ai segmenti premium del lattiero-caseario italiano.

Nonostante l'incertezza nell'area del Golfo e del Nord Africa (Mena), il posizionamento di TuttoFood resta solido: oltre il 70% degli operatori di quest'area colloca la fiera milanese ai vertici delle preferenze mondiali.

Al centro dell'edizione 2026 ci sarà il "Food Manifesto", un documento programmatico che chiama a raccolta gli stakeholder del settore.

“Il futuro del cibo coincide con il futuro dell’umanità e non solo come nutrimento, ma come linguaggio che deve favorire dialogo, commistione, inclusione, salute nel rispetto di tradizioni, popoli, ambiente”, ha spiegato Antonio Cellie, AD di Fiere di Parma, aggiungendo: “Ecco perché consideriamo la nostra fiera un’occasione da non perdere per diffondere questo messaggio a tutte le latitudini per la capacità di generare relazioni strutturate e continuative, e stiamo moltiplicando attenzione e sforzi per scongiurare ogni possibile defezione dalle aree più turbolente”.


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