Ucraina, "Ditelo Sui Tetti": comunità si uniscano a Papa per dare forza al percorso di pace
"L’atto di consacrazione alla Vergine di Fatima della Russia e dell’Ucraina è la manifestazione di fede nell’aiuto di Colui che può tutto".
(Prima Notizia 24)
Venerdì 25 Marzo 2022
Roma - 25 mar 2022 (Prima Notizia 24)
"L’atto di consacrazione alla Vergine di Fatima della Russia e dell’Ucraina è la manifestazione di fede nell’aiuto di Colui che può tutto".
Oggi, 25 marzo 2022, alle 17, Papa Francesco consacrerà alla Madonna “la Chiesa e l’umanità intera, in modo speciale la Russia e l’Ucraina”. Le oltre settanta associazioni che hanno dato vita alla Pubblica Agenda “Sui Tetti” in una nota affermano che "l’iniziativa del Papa appare l’impegno pubblico più ragionevole e credibile perché “cessi la guerra” e con essa l’aggressione all’Ucraina".

"E’ davvero il gesto più ragionevole – spiegano- perché è l’unico a offrire a tutto il mondo e a ciascuno di noi le “ragioni” che sono al tempo stesso l’origine della tragedia in corso e la leva della speranza".

"L’atto di consacrazione alla Vergine di Fatima della Russia e dell’Ucraina -continuano le associazioni- è, insieme con l’affidamento della sorte di queste due Nazioni, dell’Europa e del mondo nelle mani della Regina della Pace, la manifestazione di fede nell’aiuto di Colui che può tutto, e la consapevolezza della limitatezza e contraddittorietà degli sforzi umani. Richiama i credenti a riconoscere il senso cristiano della storia, e con esso, attraverso il Cuore della Madre, quel Cristo che della Storia è il centro. Conferisce agli eventi tragici che stiamo vivendo la necessaria dimensione verticale, sulla scia del magistero dei Pontefici precedenti, e in particolare di S Giovanni Paolo II, che quella consacrazione ha voluto nel 1984 e che ha concorso alla caduta dei Muri della vergogna".

"Papa Francesco – osserva ancora l’Agenda Sui Tetti- pone infatti la domanda più semplice e radicale: “Perché abbiamo smarrito la via della pace?”, proponendo la risposta più lucida: “Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo rinchiusi in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo. Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa casa comune. Abbiamo smarrito l’umanità, abbiamo sciupato la pace. Siamo diventati capaci di ogni violenza e distruzione".

Dunque, le associazioni hanno rivolto “dai tetti” "un appello a tutte le comunità italiane perché oggi ci si raduni significativamente assieme per condividere il gesto di Papa Francesco, comprendendone e riaffermandone le ragioni, che sono innanzitutto quelle del riconoscimento di aver bisogno dell’”altro da sé” tanto a livello personale, quanto nelle relazioni fra i popoli".

"Siamo, cioè, chiamati a scegliere, “il modello della cura contro la cultura del potere come dominio e sopraffazione". “Seguendo il Pontefice, oggi possiamo e dunque dobbiamo riconoscere in modo pubblico che la vita di ogni “altro da sé”, singolo o popolo che sia, è sacra" – spiegano le associazioni nel prosieguo della nota.

"C’è, forse, – concludono- un modo più solido per chiedere e costruire pace?".

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