Ucraina, Kiev: al via mercoledì esportazione grano da porto Chornomorsk
Il Ministro delle Infrastrutture, Oleksandre Kubrakov: "Ci aspettiamo che l'accordo inizi a funzionare nei prossimi giorni e che nei prossimi giorni venga istituito un centro di coordinamento a Istanbul".
(Prima Notizia 24)
Lunedì 25 Luglio 2022
Roma - 25 lug 2022 (Prima Notizia 24)
Il Ministro delle Infrastrutture, Oleksandre Kubrakov: "Ci aspettiamo che l'accordo inizi a funzionare nei prossimi giorni e che nei prossimi giorni venga istituito un centro di coordinamento a Istanbul".
L'Ucraina inizierà a esportare grano dal porto di Chornomorsk a partire dalla giornata di mercoledì. In seguito, le esportazioni prenderanno il via anche dai porti di Odessa e Pivdennyi. Così, in una conferenza stampa, il Ministro ucraino delle Infrastrutture, Oleksandr Kubrakov, citato dal Kyiv Independent.

Mosca e Kiev hanno siglato un accordo il 22 luglio, appoggiato dall'Onu, per favorire la ripresa delle esportazioni di grano. Per l'Ucraina, le esportazioni, le prime dal 24 febbraio, dovrebbero iniziare "già questa settimana", nonostante i bombardamenti condotti dai russi sabato sul porto di Odessa. "Ci aspettiamo che l'accordo inizi a funzionare nei prossimi giorni e che nei prossimi giorni venga istituito un centro di coordinamento a Istanbul. Stiamo preparando tutto per iniziare già questa settimana", ha detto Kubrakov, aggiungendo che il problema più imporante per la ripresa dell'export è dato dal rischio che i russi possano far cadere altre bombe, come accaduto al porto di Odessa, la cui importanza sul Mar Nero è fondamentale.

In qualità di garanti dell'accordo, ha proseguito il Ministro, l'Onu e la Turchia devono assicurare che i convogli ucraini possano transitare in completa sicurezza. "Se le parti non garantiscono la sicurezza, non funzionerà", ha avvisato Kubrakov. Un altro ostacolo alle esportazioni è costituito dalle mine presenti in mare, poste dall'esercito di Kiev per difendersi da assalti anfibi di Mosca. Per Kubrakov, lo sminamento sarà eseguito soltanto "nel corridoio necessario per le esportazioni". Le navi di Kiev, ha proseguito il Ministro, provvederanno a scortare i convogli, che trasporteranno grano e fertilizzanti.

Il Viceministro delle Infrastrutture, Yuri Vaskov, ha reso noto che quello di Chornomorsk sarà il primo porto ad essere messo in funzione per le esportazioni, e a questo faranno seguito quelli di Odessa e Pivdenny. "Nelle prossime due settimane saremo tecnicamente pronti a esportare grano da tutti i porti ucraini", ha detto Vaskov.

La Russia ha posto sotto accusa 92 militari di Kiev, ritenuti colpevoli di aver commesso crimini contro l'umanità e avanzato la proposta di istituire un tribunale internazionale. La proposta ha incontrato il favore di Paesi come Iran, Bolivia e Siria. E' quanto ha riferito il capo della commissione investigativa di Mosca, Alexander Bastrykin, in un'intervista rilasciata alla Rossiiskaya Gazeta, ripresa dal sito della Bbc. Secondo quanto riferisce Bastrykin, sono iniziate oltre 1.300 indagini penali, e l'Esercito di Kiev ha commesso "crimini contro la pace e la sicurezza dell'umanità, che non vanno in prescrizione". Per questo, 92 comandanti e i loro subordinati sono stati messi sotto accusa, mentre altre 96 persone, 51 delle quali comandanti dell'Esercito, sono ancora ricercate.

La Bbc non è riuscita ad effettuare verifiche sulle informazioni di Bastrykin, e Kiev non ha commentato. Lo stesso Bastrykin, inoltre, ha lanciato un'accusa secondo cui i Paesi occidentali appoggiano "nazionalismo ucraino", per questo un processo appoggiato dall'Onu "è estremamente dubbio". Per questo, Bastrykin ha lanciato una proposta, quella di istituire un tribunale internazionale, di cui facciano parte Paesi con "una posizione indipendente sulla questione ucraina", come Siria, Iran e Bolivia.

Dall'altra parte, anche Kiev sta indagando: attualmente sono in esame 21mila crimini di guerra e di violenza che i russi potrebbero aver commesso a partire dallo scorso 24 febbraio.

Durante i colloqui del Cairo, il Ministro russo degli Esteri, Serghiei Lavrov, ha detto che Mosca rispetterà gli impegni presi sull'esportazione del grano, indipendentemente dal permanere o meno delle sanzioni. "Non abbiamo pregiudizi riguardo ad una ripresa di colloqui con Kiev su un ampio spettro di temi che vadano oltre il grano, dipende dagli ucraini", ha proseguito, per poi precisare che la Marina di Mosca e quella di Ankara provvederanno a garantire il transito delle navi in completa sicurezza.

In seguito, Lavrov è tornato ad attaccare il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky: "Mosca aiuterà il popolo ucraino a sbarazzarsi del regime antipopolare e antistorico di Kiev. Siamo solidali con il popolo ucraino, che merita una vita migliore. Ci dispiace che la storia ucraina venga rovinata sotto i nostri occhi e ci dispiace per coloro che hanno ceduto alla propaganda di stato del regime di Kiev e per coloro che sostengono questo regime, che vuole che l'Ucraina sia l'eterno nemico della Russia. I popoli russo e ucraino continueranno a vivere insieme. Aiuteremo il popolo ucraino a sbarazzarsi del regime assolutamente antipopolare e antistorico".

"Per quanto riguarda il cibo, i nostri colleghi occidentali sono molto preoccupati per questa situazione. Devono rimuovere gli ostacoli che si sono creati da soli", ha poi proseguito Lavrov, evidenziando che, sebbene i prodotti alimentari non siano stati sanzionati, "sono state imposte sanzioni contro le aziende che assicurano le forniture alimentari, contro le aziende che assicurano i pagamenti per il cibo".

Ad assicurare il passaggio delle navi lungo il Mar Nero in completa sicurezza, ha quindi aggiunto Lavrov, oltre alla Russia e alla Turchia, ci sarà anche una terza parte. "Siamo riusciti a raggiungere un accordo a Istanbul: l'Ucraina sminerà i porti e lascerà che le navi prendano il mare, mentre Russia, Turchia e un'altra parte, che sarà determinata in seguito, scorteranno le navi verso il Bosforo", ha detto.

In un post su Facebook, il Ministro alle Infrastrutture ucraino, Oleksandr Kubrakov, firmatario per Kiev degli accordi di venerdì a Istanbul sullo sblocco dell'esportazione di grano, ha garantito che "continueranno i preparativi tecnici per l'avvio delle esportazioni di prodotti agricoli dai nostri porti".

Il Ministero russo della Difesa ha ammesso l'attacco avvenuto al porto di Odessa, precisando che "sono stati distrutti una nave da guerra ucraina e un deposito di missili Harpoon forniti dagli Stati Uniti a Kiev". Stando a quanto ha detto il portavoce del Ministero, i missili a lungo raggio hanno distrutto "un cantiere navale" del porto, mettendo fuori uso la capacità produttiva del settore di riparazione e ammodernamento delle unità navali in uso alla Marina di Kiev. In precedenza, attraverso il governo turco, Mosca aveva negato di aver condotto l'attacco al porto, ritenuto di fondamentale importanza per lo sblocco dell'esportazione di grano.

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