Non si ferma la guerra in Ucraina, giunta al ventottesimo giorno: l'esercito di Mosca avrebbe bombardato durante la notte un ponte a Chernihiv, di importanza fondamentale per il convoglio di aiuti umanitari e l'evacuazione dei civili. A riferirlo, in un messaggio su Telegram, è il consigliere del Ministero dell'Interno di Kiev, Anton Geraschenko, che riprende la conferma data da Vyacheslav Chaus, capo dell'amministrazione statale regionale di Chernihiv.
"L’esercito russo sta sparando sugli ospedali. L’ospedale è anche considerato un’infrastruttura militare?", ha dichiarato il Sindaco di Chernihiv, Vladislav Atroshenko, in un'intervista rilasciata a "Censor No", ripresa da Ukrinform. "Questa tattica mira alla distruzione deliberata di civili e non ha niente in comune con il fuoco mirato sulle infrastrutture militari", ha evidenziato Atroshenko.
Sempre in nottata, i russi avrebbero iniziato ad attaccare la città di Mariupol dal Mar d'Azov. A renderlo noto, ai microfoni della Cnn, è un funzionario del Pentagono: "Continuiamo a osservare un certo numero di forze russe all’interno della città, pensiamo che almeno alcuni di loro siano forze separatiste provenienti dal Donbas e, ancora una volta, gli ucraini stanno combattendo molto duramente per impedire a Mariupol di cadere", dice.
Un altro attacco è avvenuto stamani a Kiev: secondo quanto riferisce il Comune su Telegram, ripreso da Ukrinform, quattro persone sono rimaste ferite nel corso di un raid russo sui quartieri di Sviatoshynsky e Shevchenkivsky, in cui sono stati attaccati un centro commerciale, un grattacielo e abitazioni private.
A Rubizhne, nella regione di Lugansk, due bambini sarebbero stati uccisi dopo un attacco dell'esercito di Mosca. Lo ha reso noto il governatore regionale, in un messaggio diffuso via Telegram e citato dal Kyiv Independent. L'esercito russo avrebbe attaccato un appartamento al quinto piano di un edificio, uccidendo tre persone, due dei quali bambini.
In un video divulgato su Telegram questa notte, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha detto che l'esercito di Mosca ha bloccato un convoglio umanitario con rifornimenti mentre stava tentando di arrivare a Mariupol, e hanno catturato alcuni soccorritori e autisti di autobus.
"Stiamo cercando di organizzare corridoi umanitari stabili per i residenti di Mariupol, ma quasi tutti i nostri tentativi, sfortunatamente, sono sventati dagli occupanti russi, dai bombardamenti o dal terrore deliberato", ha detto Zelensky. Per quanto riguarda i colloqui, ha detto ancora il Presidente ucraino, "i rappresentanti ucraini stanno lavorando ai negoziati, che continuano praticamente ogni giorno. È molto difficile. A volte scandaloso. Ma passo dopo passo stiamo andando avanti".
Secondo quanto riferisce la Vicepremier Irina Vereshchuk, a Mariupol sono stati catturati 11 autisti di autobus e 4 soccorritori, e i veicoli sui quali viaggiavano sono stati posti sotto sequestro.
"La popolazione civile ucraina delle città occupate dalla Russia continua a protestare contro il controllo russo. Gli sforzi russi per sottomettere la popolazione manipolando i media, diffondendo propaganda e mettendo come leader marionette filo-Cremlino sono finora falliti. La Russia probabilmente reagirà a questi fallimenti utilizzando misure sempre più violente e coercitive nel tentativo di reprimere la popolazione ucraina". A renderlo noto è l'intelligence britannica, nell'ultimo aggiornamento sulla situazione ucraina.
Secondo quanto riferiscono i media statunitensi, tra cui il New York Times e il Wall Street Journal, il Presidente Joe Biden, annuncerà nella giornata di giovedì, mentre sarà in Europa per i vertici del Consiglio Europeo e della Nato, altre sanzioni nei confronti di oltre 300 membri della Duma russa.
"Come un essere umano che ha una guerra in casa. Come ogni cittadino ucraino. Ogni giorno bisogna chiamare tutti i parenti. Sono vivi? Controllare i messaggi. Se appaiono come letti, si può ancora sperare che abbiano avuto un minimo accesso alla rete, che siano in vita. Ed è già una fortuna incredibile in guerra". Lo ha detto la first lady ucraina Olena Zelenska, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera.
Dal 24 febbraio, Zelenska e la première dame francese Brigitte Macron, stanno assicurando corridoi umanitari per i profughi e l'evacuazione dei bambini affetti da cancro. "Questi ‘convogli della vita’ non hanno precedenti. È una vera e propria operazione di salvataggio. Quando è diventato chiaro che era impossibile curare i bambini malati di cancro nei rifugi anti-bomba, abbiamo immediatamente cercato una soluzione. Per prima cosa, i bambini di diverse zone del Paese, anche molto calde, vengono trasportati a Leopoli, al Western Ukrainian Specialized Children’s Medical Centre. Lì vengono visitati, le loro condizioni si stabilizzano, le cartelle cliniche sono ricostruite e tradotte in diverse lingue. In seguito, un hub in Polonia consente ai bambini di ricevere una diagnosi e un supporto medico. Dopo i giovani pazienti, col sostegno della comunità oncologica internazionale, vengono smistati. Alcuni restano in Polonia, altri vengono mandati in Francia, in Italia, in Germania, negli Stati Uniti, in Canada. Sono felice di aver potuto essere utile al progetto", ha aggiunto.
"La bandiera russa non sventolerà mai su Kiev. Preferiamo morire che metterci in ginocchio". Così il Sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, intervistato dai media francesi.
Quelle del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in merito al nucleare sono frasi "pericolose". A dirlo è il portavoce del Pentagono, John Kirby. "Non è il modo in cui una potenza nucleare responsabile dovrebbe agire", ma nel contempo per il Pentagono non ci sono segnali che rendano fondamentale "cambiare la postura di deterrenza".
Stando a quanto emerge dai dati dell'agenzia di stampa del Ministero della Difesa ucraina ArmyInform, l'esercito di Mosca ha perso più soldati dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina che nel periodo dal 1979 al 1989, in cui occupò l'Afghanistan. I dati, divulgati dal Kyiv Independent, riferiscono che dal 24 febbraio a oggi, Mosca ha perso 15.051 soldati, ma secondo le forze armate, riprese da Ukrinform, i caduti russi sarebbero 15.600. Per lo Stato maggiore, invece, i soldati russi morti in guerra sono quasi 15.300.
Aumenta ancora il numero dei bambini morti nel conflitto: secondo quanto reso noto dal procuratore generale di Kiev, citato dai media locali, a oggi sono 121.
Il Ministero russo degli Esteri ha riferito che domani il Ministro Serghiei Lavrov incontrerà il Presidente della Croce Rossa Internazionale, Peter Maurer, per parlare della crisi in corso. Si parlerà degli aiuti agli sfollati, dell'organizzazione e del funzionamento dei corridoi umanitari, nonchè della popolazione di Donetsk e Lugansk.
"La nostra volontà di pace si scontra con quella del presidente Putin, che non mostra interesse ad arrivare a una tregua che permetta ai negoziati di procedere con successo. Il suo disegno appare piuttosto quello di guadagnare terreno dal punto di vista militare, anche ricorrendo a bombardamenti a tappeto come quelli a cui assistiamo a Mariupol. Per questo, la comunità internazionale ha adottato sanzioni sempre più dure nei confronti della Russia. Lo sforzo diplomatico potrà avere successo solo quando lo vorrà realmente anche Mosca". A dirlo è il premier italiano, Mario Draghi, alla Camera per le comunicazioni prima del Consiglio Europeo. "Non dobbiamo commettere l’errore di avallare una contrapposizione tra Occidente e Russia e alimentare così uno scontro di civiltà. Molti cittadini russi si sono schierati contro la guerra del Presidente Putin e protestano, mettendo a rischio la propria incolumità. A loro va l’amicizia e la solidarietà di tutto il Governo e mia personale", aggiunge.
"Gli Usa non sono favorevoli a una rapida conclusione dei negoziati fra Ucraina e Russia. Gli Usa vogliono mantenere la Russia nello stato di combattimento per il tempo più lungo possibile e continuare a fornire armi all’Ucraina". Così il Ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, ripreso da Ria Novosti.
Parlando all'udienza generale, Papa Francesco è tornato a scagliarsi contro la guerra: "L’odio e la rabbia alla guerra io l’ho imparato da mio nonno che aveva fatto il Piave nel ’14, è lui che mi ha trasmesso questa rabbia e questo odio perché mi ha raccontato la sofferenza di una guerra e questo non si impara nei libri, ma trasmettendola da nonni ai nipoti a nipoti. Questa è insostituibile, la trasmissioni di vita dai nonni ai nipoti", ha detto il Santo Padre.
"La Nato non entrerà in guerra. Su questo concordiamo tutti, sia in Europa che con gli Stati Uniti". Così il Cancelliere tedesco, Olaf Scholz, intervenendo al Bundestag, precisando che la Germania non favorirà il boicottaggio del petrolio e del gas prodotti in Russia, ma cercherà di annullare le importazioni tramite la diversificazione dei fornitori e l'aumento dell'utilizzo delle energie rinnovabili.
Intervenendo al World Economic Forum stamani, la Direttrice Generale dell'Unicef, Catherine Russell ha avvertito: "Fuori dall’Ucraina, la crisi dei rifugiati è cresciuta rapidamente ed esponenzialmente – e così i rischi per milioni di donne e bambini in fuga. La metà dei 3 milioni di persone che sono stati costretti a fuggire dall’Ucraina sono bambini. Stimiamo che 55 bambini fuggano dall’Ucraina ogni minuto – cioè quasi 1 bambino ogni secondo".
"Sono stata recentemente nella regione al confine con la Romania, dove quasi mezzo milione di persone – soprattutto donne e bambini – hanno varcato per sfuggire alla violenza. Viaggiano con quasi niente: i bambini con i loro piccoli zaini, le mamme che si trascinano dietro una borsa a rotelle. Alcuni hanno solo i vestiti che indossano. I bambini e le donne che fuggono dalla violenza sono vulnerabili in tanti modi – anche allo sfruttamento e all’abuso. La minaccia della tratta è reale e crescente, specialmente per i bambini che sono stati separati dalle loro famiglie", ha aggiunto.
La Russia e l'Ucraina "hanno organizzato due scambi di prigionieri. Il ministero della Difesa russo inoltre organizza quotidianamente corridoi umanitari e l’evacuazione dei civili dagli insediamenti". Così Maria Zakharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo.
L'ipotesi che la Nato invii forze di pace è "una decisione molto sconsiderata ed estremamente pericolosa". Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ripreso dall'agenzia Tass. "Ogni possibile contatto tra le nostre forze armate e le forze armate della Nato può portare a conseguenze abbastanza comprensibili e difficili da risolvere", prosegue.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24