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  • Roma - Venerdì 12 Giugno 2026

Ucraina, Putin: ok a trattative solo se verranno salvaguardati diritti storici della Russia

Il capo del Cremlino apre all'ipotesi di un confronto diplomatico per la risoluzione del conflitto ma respinge categoricamente qualsiasi precondizione unilaterale. Nel corso di un incontro ufficiale con le truppe, il presidente russo annuncia un inasprimento dei raid contro le infrastrutture di Kiev come rappresaglia per i raid sul territorio nazionale e minimizza gli effetti economici delle incursioni ucraine.

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La diplomazia internazionale e le strategie belliche lungo l'asse tra Mosca e Kiev tornano al centro delle dichiarazioni di massima espressione del vertice russo.

La Federazione si è detta aperta alla valutazione di un percorso di pace per la risoluzione della crisi ucraina, a patto che vengano pienamente integrate le tutele richieste dal Cremlino sulla propria sicurezza e sulla stabilità strategica dell'area.

Il presidente russo Vladimir Putin ha tracciato la linea invalicabile per l'avvio di qualunque trattativa formale in occasione delle celebrazioni patriottiche nazionali, parlando a una platea di veterani e reparti operativi: “Siamo d’accordo a negoziare, ma solo tenendo conto dei nostri interessi nazionali. E non solo quelli di oggi, ma anche quelli a lungo termine, storici”.

Il leader di Mosca ha tenuto a precisare che la transizione verso una soluzione politica deve necessariamente svilupparsi su basi paritetiche, escludendo posizioni di sottomissione o prescrizioni unilaterali imposte dalle coalizioni avversarie.

Parallelamente alle aperture condizionate sul piano dei colloqui, la dirigenza russa ha confermato un immediato inasprimento delle operazioni belliche sul campo, motivando la decisione come una risposta speculare alle ultime manovre aeree e terrestri attuate dalle forze di Kiev.

Putin ha evidenziato la necessità strutturale di procedere con contromisure proporzionate alle attività della controparte sul terreno, dichiarando che le sue armate stanno già attuando un piano di risposta mirato: “Continueremo a intensificare i nostri attacchi contro le infrastrutture del nemico in modo da scoraggiarlo dall’attaccare i nostri obiettivi civili”.

La strategia del ministero della Difesa russo punterà quindi a colpire i nodi logistici e le reti nevralgiche dell'Ucraina per azzerare la capacità offensiva oltre il confine.

Un ultimo passaggio del discorso presidenziale ha riguardato la tenuta del sistema produttivo e delle finanze statali di fronte ai costanti attacchi transfrontalieri che hanno lambito impianti e insediamenti della Federazione. Il leader russo ha riconosciuto l'esistenza di ripercussioni concrete sul tessuto infrastrutturale del Paese, fornendo però una valutazione rassicurante circa i tempi di recupero e la solidità dell'apparato economico: “Per quanto riguarda l’economia: certo, ci arrecano danni, ma tutto si ripristina rapidamente. Non saranno in grado di crearci problemi seri”.

Secondo la linea governativa, la macchina industriale russa mantiene intatta la propria operatività, azzerando sul nascere il rischio di squilibri strutturali di lungo periodo causati dalle incursioni nemiche.

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