Ucraina, Sindaco Mariupol: circa 300 persone uccise nell'attacco al Teatro
Kiev: 400 mila persone deportate in Russia. Cremlino: non abbiamo mai usato bombe al fosforo. Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden sarà oggi in Polonia.
(Prima Notizia 24)
Venerdì 25 Marzo 2022
Roma - 25 mar 2022 (Prima Notizia 24)
Kiev: 400 mila persone deportate in Russia. Cremlino: non abbiamo mai usato bombe al fosforo. Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden sarà oggi in Polonia.
Circa 300 persone sarebbero morte nell'attacco russo al Teatro di Mariupol del 16 marzo. A renderlo noto è il Sindaco, che riporta quanto detto da alcuni testimoni.

"La Russia uccide in media 150 civili ogni giorno. Non abbiamo ancora abbastanza armi per proteggere sufficientemente le nostre città contro questi pesanti attacchi", ha dichiarato il Vicesindaco, Sergij Orlov, ai microfoni del programma di Sky Tg 24 "Buongiorno". La situazione "purtroppo è terribile. Sono 25 i giorni di blocco totale, senza nessun collegamento, e non si riesce neanche a trasferire farmaci, acqua, cibo. Dai 150mila ai 200mila cittadini sono ancora in città. È una stima, ovviamente. Negli ultimi dieci giorni abbiamo evacuato circa 60mila cittadini verso Zaporizhzhia ed altre città".

"Abbiamo informazioni crescenti su fosse comuni" in città, una delle quali, stando a immagini satellitari, conterebbe 200 cadaveri. A dirlo è la responsabile della missione di monitoraggio dell'Onu sui diritti umani, Matilda Bogner, citata da Al-Jazeera.

Tensione anche a Odessa, il cui Sindaco, Gennady Trukhanov, teme che i russi possano accerchiare la città con l'aiuto delle milizie della Transnistria: "Abbiamo timori, lo dicono in particolare i militari e gli esperti, che Odessa possa essere accerchiata con un sostegno dalla Transnistria. In primo luogo la flotta nemica può avvicinarsi dal mare. In secondo luogo, possono sfondare la difesa di Voznesensk e Mykolaiv. Ma sono sicuro che non sfondano, perché le nostre forze armate stanno combattendo duramente lì", ha dichiarato Trukhanov ai media ucraini. "La situazione - ha proseguito - ora è calma ma tesa".

Altri attacchi sono avvenuti in nottata anche a Dnipro, dove una struttura militare, alla periferia della città, è stata colpita da due missili. A renderlo noto, su Telegram, è il governatore del distretto di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznichenko, citato da Ukrinform. L'attacco, ha scritto Reznichenko, ha provocato "gravi danni" e i soccorritori stanno cercando di capire se ci sia qualcuno sotto le macerie. "Una notte allarmante. Due attacchi missilistici contro un'unità militare alla periferia del Dnepr. Danni gravi", scrive il governatore.

Secondo quanto riferisce l'agenzia Interfax, il Ministero russo della Difesa ha reso noto che il più grande deposito di carburante a disposizione delle truppe ucraine, nei pressi di Kiev, è stato distrutto da due missili Kalibr.

Un nuovo attacco è avvenuto anche a Kharkiv, nel distretto di Osnovyansky: stando a quanto riferisce in una nota la polizia, ripresa da Ukrinform, i russi hanno lanciato bombe su un policlinico cittadino, uccidendo 4 persone. "Gli occupanti russi continuano a uccidere civili a Kharkiv. A seguito del bombardamento mattutino delle infrastrutture civili con lanciarazzi, 7 civili sono rimasti feriti, 4 dei quali sono morti", riferisce la polizia, precisando che il bombardamento è avvenuto verso le 7:45 di questa mattina, al policlinico del distretto di Osnovyansky, che ora è il centro degli aiuti umanitari. Nelle vicinanze, prosegue la nota, non c'è nessuna struttura militare.

A est di Kiev, l'esercito ucraino è riuscito a riconquistare le città e le posizioni di difesa. E' quanto emerge dal bollettino odierno dell'intelligence britannica. "La controffensiva ucraina, insieme al ripiegamento delle forze russe su linee di rifornimento troppo estese, ha permesso all'Ucraina di rioccupare città e posizioni di difesa fino a 35 chilometri a est di Kiev" scrive l'intelligence nel bollettino, divulgato tramite l'account Twitter del Ministero della Difesa di Londra. "Le Forze ucraine probabilmente tenteranno ancora di spingere indietro le forze russe lungo l'asse nord-occidentale da Kiev fino all'aeroporto di Hostomel", mentre a sud, i russi "stanno ancora cercando di aggirare Mykolaiv con l'obiettivo di puntare ad ovest verso Odessa, ma i loro progressi vengono rallentati da motivi logistici e dalla resistenza ucraina".

Secondo alcuni funzionari ucraini, Mosca ha deportato in Russia, finora, 402.000 persone, tra cui 84.000 bambini e le sta usando come "ostaggi" per far sì che l'Ucraina dichiari la resa. Il Cremlino ha replicato che l'evacuazione in corso è volontaria. Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha incitato la nazione a resistere e non fermarsi "nemmeno per un minuto".

Ancora in salita il bilancio dei bambini morti dall'inizio del conflitto: sono 135. A riferirlo è la Procura generale, in un aggiornamento divulgato via Twitter dal Parlamento ucraino: "Ad oggi 25 marzo, 135 bambini sono morti in Ucraina a causa dell'aggressione dell'esercito russo. 184 bambini sono rimasti feriti".

Un cappellano militare russo, Oleg Artyomov, è stato ucciso in un raid missilistico delle truppe di Kiev nel sud-ovest della Russia, nei pressi del confine con l'Ucraina. Lo ha reso noto la Chiesa russa ortodossa. In un post sui social, il dipartimento militare del Patriarcato di Mosca ha riferito che Antonov era a Zhuravlyovka, un villaggio della regione di Belgorov, quando si è trovato "sotto un bombardamento da un lanciarazzi ucraino Smerch ed è morto" ieri. E' il primo decesso in Russia per mano dei militari di Kiev ad essere reso noto dall'inizio del conflitto.

Oggi, inoltre, saranno aperti due corridoi umanitari, da Mariupol a Zaporizhia e da Melitopol a Zaporithia. Lo ha reso noto, in un messaggio divulgato via Telegram, la vicepremier Irina Vereschuck.

Non si ferma la tensione in ambito diplomatico: a Bruxelles sono ricominciati i lavori del Consiglio Europeo, in cui si parlerà della questione legata all'energia. Il primo giorno si è concluso con la garanzia, da parte dell'Ue, sul fatto che "continuerà a fornire aiuti finanziari, politici, materiali e umanitari all'Ucraina" e sarà "al fianco" dell'Ucraina "e del suo popolo, confermando la dichiarazione di Versailles e riconoscendo le aspirazioni ucraine d'ingresso nell'Unione europea".

Il Consiglio ha "rinnovato la richiesta alla Commissione si consegnare le sue valutazioni in linea con le procedure d'ingresso dei trattati". In un video, il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha detto: "Avete bloccato il Nord Stream 2 e ve ne siamo grati, ma è stato fatto un po' tardi. Perché se fosse stato fatto in tempo, la Russia non avrebbe creato una crisi del gas". E rivolgendosi al premier ungherese Viktor Orban, ha aggiunto: "Esiti a decidere se imporre sanzioni o no? A decidere se far passare le armi o no? Se commerciare con la Russia? Non c'è tempo per esitare, è tempo di decidere".

Al Consiglio Europeo di Bruxelles ha partecipato anche il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden: "La Commissione Ue lavorerà con gli Stati membri per costruire una rete di stoccaggio del gas in tutto il continente e le infrastrutture necessarie per ricevere il gnl nonché per l'uso efficiente del gas", ha detto. "Tutto ciò verrà fatto in modo che non sia in contrasto con la strategia a emissioni zero. Dobbiamo far sì che le famiglie, nel mentre, superino questo inverno e il prossimo. Questa ad ogni modo è un'opportunità per raddoppiare i nostri sforzi per un futuro sostenibile attraverso l'uso della giusta tecnologia", ha proseguito.

La Casa Bianca ha reso noto che questo pomeriggio Biden si recherà in Polonia, a Rzeszow, città a un centinaio di chilometri dal confine ucraino, dove incontrerà le truppe statunitensi, poste "a difesa del fianco orientale della Nato". Biden sarà accolto dal Presidente polacco, Andrzej Duda.

Il Cremlino, dal canto suo, ha respinto le accuse secondo cui sarebbero stati condotti attacchi con il fosforo bianco: "La Russia non ha mai violato nessuna convenzione internazionale", ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov in una conferenza stampa, interpellato sulle accuse lanciate da Zelensky. La Convenzione, firmata a Ginevra nel 1980, prevede il divieto di utilizzare le bombe al fosforo, che sono armi incendiarie, contro la popolazione civile, ma non contro strutture militari, e il e il Protocollo III della Convenzione in merito a certe armi convenzionali, in vigore dal dicembre 1983, prevede che l'uso di armi incendiarie "è vietato in ogni circostanza", nonchè contro le strutture militari poste nelle vicinanze dei centri abitati, ma ciò non riguarda il fosforo bianco, se usato per produrre fumo o illuminanti.

Quella che la Russia sta fronteggiando, ha detto il Ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, è "una vera guerra ibrida, una guerra totale", che "è stata dichiarata contro di noi" per "distruggere, spezzare, annientare, strangolare l’economia russa e la Russia nel suo insieme". In questa guerra, ha aggiunto, la Russia non è da sola: "Abbiamo molti amici, alleati, partner nel mondo, un numero enorme di associazioni in cui la Russia sta lavorando con paesi di tutti i continenti e continueremo a farlo", e la stragrande maggioranza degli Stati non appoggerà le sanzioni imposte dall'Occidente.

Il Presidente russo, Vladimir Putin, ha inoltre paragonato il boicottaggio degli eventi culturali russi e di personalità della cultura russa al rogo dei libri da parte dei nazisti: "L'ultima volta sono stati i nazisti in Germania, circa 90 anni fa, a condurre una tale campagna di distruzione della cultura indesiderabile. Ci ricordiamo bene delle immagini dei libri bruciati nelle piazze", ha detto, incontrando alcune personalità culturali.

"La Cina si oppone fermamente alle accuse e ai sospetti infondati dei leader della Nato e chiede che l’Alleanza rifletta bene su se stessa e metta da parte la sua mentalità da Guerra fredda". Così un portavoce della missione cinese all'Ue, citato dal Global Times, replicando ad una domanda in merito al vertice Nato. "Dobbiamo stare in allerta e dire no a una nuova Guerra fredda", prosegue. "Il tempo dimostrerà che la Cina è dalla parte giusta della storia. Che cosa ha fatto la Nato? Chiunque senza pregiudizi arriverebbe a una conclusione equa".

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