Non si fermano gli attacchi russi in Ucraina: secondo quanto dichiarato in un discorso televisivo dalla responsabile del Parlamento ucraino per i diritti umani Lyudmyla Denisova, ripresa dalla Bbc, nei sotterranei del Teatro di Mariupol ci sono ancora 1.300 persone, mentre ieri in 130 sono stati liberati.
E proprio a Mariupol si continua a combattere: la Russia ha reso noto che l'esercito sta conducendo un'operazione congiunta con le milizie della Repubblica separatistica di Donetsk. "A Mariupol, le unità della Repubblica popolare di Donetsk, con il sostegno delle forze armate russe, hanno stretto la morsa dell'accerchiamento e combattono ora contro i nazionalisti nel centro della città", dice il portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov. La città portuale è situata nella zona del Donbass controllata dal governo di Kiev fino al 24 febbraio.
Un altro attacco si è verificato nella regione di Donetsk, a Kramatorsk. Lo rende noto il Kyiv Independent. Stando a quanto riferisce il capo dell'amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, sono stati colpiti una struttura residenziale e un edificio amministrativo.
All'alba di stamani, un attacco missilistico ha colpito una fabbrica per la riparazione di aerei, nella zona dell'aeroporto internazionale di Leopoli. Stando alle prime informazioni, sarebbero stati lanciati 6 missili, di cui 2 intecettati dalla contraerea dell'esercito ucraino. Non è noto se la fabbrica fosse il reale bersaglio dei russi.
La struttura si trova a circa un chilometro, in linea d'aria, da un quartiere residenziale, e a sei chilometri dal centro della città. L'area è stata chiusa al pubblico dall'esercito ucraino.
"Al momento non risulta alcuna vittima", ha riferito il Sindaco di Leopoli, Andriy Sadovyi, precisando che i missili hanno colpito una fabbrica la cui attivita si era fermata.
Meno gente è scesa per le strade del centro storico della città, nonostante l'apertura di tutte le attività, mentre è stato riscontrato un lieve aumento della presenza di militari e volontari delle unità di difesa del territorio.
A Kharkiv, invece, i vigili del fuoco stanno cercando di spegnere l'incendio divampato nel mercato di Barabashova, il più grande dell'Ucraina orientale e tra i più grandi del mondo, bersagliato dai missili dell'esercito di Mosca. E' quanto riferisce la Cnn.
Il servizio d'emergenza ha reso noto che, a causa dell'incendio, sono stati danneggiati i padiglioni commerciali e una parte di due immobili residenziali. Attualmente, gli operatori del servizio d'emergenza stanno tentando di contenere il rogo, per evitare che danneggi altri edifici. Al momento, l'incendio è esteso per 7 ettari, ma è stato possibile salvare più di 10 edifici. Due soccorritori sono stati feriti e uno è morto dopo essere stati colpiti dalle schegge dei razzi.
"Il nemico continua ad attaccare la capitale. Stamane la zona residenziale nel distretto di Podolsk è stata bombardata dagli orchi che hanno colpito sei case, asili nido e una scuola. Una persona è morta, 19 sono rimaste ferite, inclusi quattro bambini. Sul posto stanno operando i soccorritori e i medici", ha detto il Sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, che su Telegram ha divulgato un video che lo ritrae con indosso un giubbotto antiproiettili, mentre fa vedere palazzi devastati dagli attacchi russi.
La Capitale ucraina si prepara per affrontare un'altra notte di coprifuoco: secondo quanto riporta il Kyiv Independent, che riprende l'amministrazione regionale di Kiev, inizierà questa sera alle 20 e finirà alle 7 di domattina. "La difesa della regione di Kiev continua. Vi chiediamo di accettare il coprifuoco con comprensione. Tali misure sono obbligatorie e mirano alla sicurezza dei residenti", evidenziano le autorità locali in una nota.
Il servizio statale d'emergenza, ripreso dalla Bbc, ha reso noto che è ancora in corso l'evacuazione dei civili da Kiev. L'emittente inglese ha divulgato le foto dei soccorritori che, questa notte, sono riusciti a far evacuare più di mille persone in auto e autobus. Ora, specificano i soccorritori, gli evacuati si trovano in un "posto sicuro".
Non si fermano, nel frattempo, i tentativi di trovare una soluzione diplomatica. Il Presidente cinese, Xi Jinping, ha avuto una videoconferenza con l'omologo statunitense, Joe Biden: "Un conflitto non è nell'interesse di nessuno", ha detto. Il conflitto, ha proseguito, "è qualcosa che non vogliamo vedere: gli eventi mostrano ancora una volta che le relazioni tra Stati non possono arrivare alla fase dello scontro, perché il conflitto e il confronto non sono nell'interesse di nessuno".
Anche la Polonia si sta apprestando a presentare al vertice della Nato e al Consiglio Europeo l'idea di organizzare una missione in territorio ucraino con l'obiettivo di mantenere la pace. A riferirlo è il portavoce del governo di Varsavia, Piotr Muller, ripreso dalle agenzie Pap e Unian. Non si tratta, aggiunge, di una missione che potrebbe provocare uno scontro diretto con la Russia: "Deve essere installata in luoghi che non sono attualmente occupati dalla Russia per inviare un chiaro segnale che non siamo d'accordo con i crimini di guerra".
"Posso confermare che i negoziati continuano, in videoconferenza, e si svolgono più volte al giorno. Ci sono tante informazioni che arrivano, e sembra che ci sia comunque un po' di confusione in proposito. Io non ho sentito parlare di due settimane" per un'intesa, "ma posso dire che ci sono dei termini concreti e che questi negoziati giungeranno ad una conclusione. Penso sia necessario che si arrivi ad un incontro tra il presidente Zelensky ed il presidente Putin". Così, al programma di Sky Tg 24 "Buongiorno", il capo dell'ufficio del presidente ucraino, Andriy Yermak. "Posso dire - prosegue - che la delegazione ucraina, il popolo ucraino è pronto a discutere qualunque questione problematica, ma per noi la priorità è fermare il conflitto. Vogliamo che le truppe russe si ritirino dal nostro territorio, e non accetteremo mai nessun compresso perché ciò corrisponderebbe alla cessazione della nostra indipendenza, sovranità e integrità territoriale. Per noi, è molto importante mostrare che la Nazione ucraina non si arrenderà mai, e che non darà a nessuno l'opportunità di prendere il nostro territorio, di prendere la nostra libertà, perché questa è nel nostro sangue".
In un post su Twitter, il Ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha riferito di aver avuto un colloquio con l'Alto Rappresentante Europeo per la Politica Estera, Josep Borrell: "Ho parlato con Borrell. Abbiamo discusso della preparazione del quinto pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia. Le pressioni continueranno ad aumentare finché sarà necessario per fermare la barbarie russa. Abbiamo anche discusso della protezione e dell'aiuto per gli ucraini, che sono fuggiti dalle bombe russe in Ue", scrive.
Il Presidente russo Vladimir Putin, invece, ha avuto un colloquio con il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, a cui ha riferito che Mosca intende continuare a trovare una soluzione al conflitto, durante i negoziati, ma Kiev continua a temporeggiare e a presentare proposte sempre più surreali.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ripreso dai media internazionali, ha parlato di una telefonata che "difficilmente si può definire amichevole". Tra Putin e Scholz, ha proseguito, c'è stata una conversazione "piuttosto complicata ma comunque professionale". "Tuttavia, c'è ancora bisogno di tali contatti, per lo scambio di informazioni e la discussione di argomenti delicati relativi all'operazione speciale" in territorio ucraino. Stando ad alcuni tweet, la maggior parte dei partecipanti ha ricevuto compensi in denaro.
Putin ha parlato allo Stadio Luzniki di Mosca, durante le celebrazioni per l'ottavo anniversario dell'annessione della Crimea: "Abbiamo fatto risorgere questi territori" e "sappiamo esattamente cosa fare adesso, come, a spese di chi e attueremo tutti i nostri piani", ha detto, acclamato da migliaia di persone, oltre 200 mila secondo la Polizia moscovita.
"Sono gli abitanti della Crimea che hanno fatto la scelta giusta, hanno messo un ostacolo al nazionalismo e al nazismo, che continua ad esserci nel Donbass, con operazioni punitive di quella popolazione. Sono stati vittime di attacchi aerei ed è questo che noi chiamiamo genocidio. Evitarlo è l'obiettivo della nostra operazione militare", ha aggiunto il Presidente russo, che ha poi citato un passo della Bibbia: "Non c'è amore più grande di dare la propria vita per i propri amici".
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