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  • Giovedì 23 Aprile 2026

Ungheria, Magyar rompe il tabù: "Apriremo gli archivi segreti comunisti"

Il futuro ministro Ruff: "Accesso libero agli storici, sarà la mia priorità numero uno".

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Il nuovo corso politico dell'Ungheria sotto la guida di Peter Magyar si prepara a scardinare uno dei segreti più longevi del Paese: l'apertura degli archivi dei servizi segreti dell'era comunista.

Ad annunciarlo è stato il futuro ministro a capo della Cancelleria del premier, Balint Ruff, che in un'intervista alla testata Valasz ha definito l'operazione come il suo "compito numero uno".

L'avvocato e consulente politico ha chiarito che l'obiettivo prioritario del governo sarà garantire agli storici un accesso libero e incondizionato alla documentazione, rimuovendo ogni forma di pressione politica: "È un lavoro che spetta agli studiosi, ma il governo deve creare le condizioni perché la ricerca sia indipendente", ha sottolineato Ruff, marcando una netta discontinuità con il passato.

A differenza di altre nazioni dell'ex blocco sovietico, come Polonia e Repubblica Ceca, l'Ungheria non ha mai reso pubblica la lista dei collaboratori e degli informatori del precedente regime.

Fino ad oggi, la normativa vigente consentiva ai cittadini di consultare esclusivamente i propri fascicoli personali, mantenendo però il segreto sui documenti relativi a terzi.

La mossa di Magyar punta dunque a colmare un ritardo storico, permettendo finalmente una ricostruzione integrale e trasparente di quel periodo buio della storia nazionale.

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