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  • Ancona - Lunedì 7 Settembre 2026

Vertenza Electrolux, rabbia e mobilitazione a Cerreto d'Esi: "Disillusi ma non rassegnati"

La multinazionale svedese conferma la chiusura del sito anconetano e 170 esuberi diretti. I sindacati proclamano 8 ore di sciopero e chiedono l'intervento urgente del Mimit.

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Disillusione, ma nessuna intenzione di rassegnarsi. È questo il clima registrato nel corso dell'assemblea dei lavoratori dello stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona, convocata all'indomani del tavolo tecnico svoltosi il 3 e 4 settembre presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Nel corso del confronto ministeriale, il gruppo svedese ha ribadito la volontà di dismettere il sito marchigiano, prospettando un impatto occupazionale di 170 esuberi diretti a cui si aggiungono i lavoratori dell'indotto.

I sindacati di categoria hanno risposto proclamando lo stato di agitazione e deliberando un primo pacchetto di 8 ore di sciopero, le cui modalità attuative verranno definite a breve. Le organizzazioni dei lavoratori hanno contestualmente sollecitato la convocazione urgente del tavolo di crisi politico al Mimit.

Sul tema, il ministro Adolfo Urso ha programmato per la giornata di domani, 8 settembre, un videocollegamento con i presidenti delle Regioni interessate dalla presenza degli insediamenti produttivi della multinazionale, tra cui il governatore delle Marche Francesco Acquaroli.

Durissima la posizione espressa dalla Fiom provinciale attraverso il segretario Pierpaolo Pullini, che ha definito irricevibili le posizioni aziendali a fronte dei sacrifici sostenuti negli anni dalle maestranze. Il rappresentante sindacale ha evidenziato la fermezza dei dipendenti nel richiedere un'azione incisiva da parte delle istituzioni, bollando come inaccettabile l'ipotesi di reindustrializzazione per uno stabilimento tuttora produttivo le cui commesse si intende delocalizzare in Polonia.

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