Vittorio Pisani, è calabrese il nuovo Capo della Polizia Italiana. Un mastino di razza.
Nel corso della riunione del Consiglio dei ministri di ieri, Lamberto Giannini è stato nominato prefetto di Roma. Vittorio Pisani è il nuovo Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica Sicurezza. A luglio del 2019 il governo Conte lo aveva nominato vicedirettore dell’Aisi, i Servizi Segreti interni.
di Pino Nano
Venerdì 12 Maggio 2023
Roma - 12 mag 2023 (Prima Notizia 24)
Nel corso della riunione del Consiglio dei ministri di ieri, Lamberto Giannini è stato nominato prefetto di Roma. Vittorio Pisani è il nuovo Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica Sicurezza. A luglio del 2019 il governo Conte lo aveva nominato vicedirettore dell’Aisi, i Servizi Segreti interni.

A entrambi il Premier Giorgia Meloni augura “un grande successo in questo nuovo e delicato incarico, per il quale potranno contare sul pieno sostegno del governo”. Per la premier, d’altronde, Pisani e Giannini sono “due servitori dello Stato di grande competenza ed esperienza che contribuiranno a rafforzare la sicurezza dei cittadini e la difesa delle istituzioni”. Soddisfatto per le nomine anche il vicepremier Matteo Salvini: “Da parte mia e di tutta la Lega, congratulazioni a Vittorio Pisani, nuovo capo della Polizia. Grazie e buon lavoro a Lamberto Giannini, neoprefetto di Roma”.

“Vittorio Pisani? Il nuovo capo della polizia - scrive sul Corriere della sera Giovanni Bianconi, giornalista tra i massimi esperti del settore, conoscitore profondo e come pochi delle questioni legate ai Servizi e alla magistratura-  è il classico esemplare di ciò che si definisce, con formula un po’ abusata, uno «sbirro di razza».

Investigatore specializzato in criminalità organizzata e cacciatore di latitanti, Vittorio Pisani — calabrese di nascita e napoletano di adozione, ma tifoso del Milan, 56 anni tra dieci giorni — incarna il funzionario cresciuto alla scuola delle Squadre mobili e dell’Anticrimine, espressione di una generazione formatasi all’indomani delle stragi mafiose che trent’anni fa misero in ginocchio il Paese e provocarono una riscossa dello Stato fondata proprio sulla lotta ai clan”.

Il primo a fare gli auguri al nuovo Capo della Polizia è stato proprio il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al termine del Consiglio dei Ministri di ieri: “Complimenti e auguri di buon lavoro al prefetto Lamberto Giannini per la nomina a prefetto di Roma e al prefetto Vittorio Pisani per quella a Capo della polizia- direttore generale della pubblica sicurezza.

Sono convinto che, grazie alla loro professionalità ed esperienza, sapranno svolgere al meglio i nuovi prestigiosi incarichi al servizio delle Istituzioni e dei nostri cittadini”

“Sono certo- aggiunge il ministro Piantedosi- conoscendo le straordinarie qualità di entrambi, che la loro nomina contribuirà a rafforzare l'azione dello Stato sul versante della tutela dei diritti e della legalità.
Sarò al loro fianco nel lavoro impegnativo a cui sono chiamati in questo delicato frangente, e rivolgerò particolare attenzione alle sfide che attendono la Capitale dove io stesso, dopo la mia esperienza di Capo di gabinetto del Viminale, ho svolto le funzioni di prefetto prima di assumere l'attuale incarico”.

Calabrese di nascita, dicevamo, Vittorio Pisani ha trascorso a Napoli molti anni della sua carriera. Funzionario responsabile di diverse sezioni della squadra mobile di Napoli dal 1990 al 1999, nel 1998 per le sue indagini sul cartello camorristico “dell’Alleanza di Secondigliano” viene promosso vicequestore aggiunto per meriti straordinari e nel 1999 va a Roma, al Servizio centrale operativo, dove resta per cinque anni.

Qui – raccontano al Viminale- mette a segno uno dei colpi ai quali è più legato: l’arresto di Francesco Prudentino, boss della Sacra corona unita pugliese, scovato nel 2000 in Grecia, dove Pisani resta sei mesi per seguire l’operazione.

Nel 2004 torna a Napoli per guidare la squadra Mobile, 400 poliziotti, 40 gruppi investigativi e 9 dirigenti, e raggiunge risultati di grande spessore.

Portano la sua firma esclusiva gli arresti di boss temutissimi come Eduardo Contini, Vincenzo Licciardi, Cesare Pagano, Salvatore Russo e killer come Ugo De Lucia, assassino di Gelsomina Verde, vittima innocente della faida di Scampia.

In quegli anni, il poliziotto scrive un libro intitolato “Informatori, notizie confidenziali, segreto di polizia”, ed era quanto bastava per capire che il nostro uomo aveva già allora una marcia in più degli altri.

 

Dal 1999 al 2004 ricopre l’incarico di funzionario coordinatore di indagini in materia di criminalità organizzata e di ricerca latitanti presso il Servizio centrale operativo della polizia di Stato. Vice consigliere ministeriale presso la Direzione centrale anticrimine dal giugno 2011 al dicembre 2012, ha diretto le attività investigative Vittorio Pisani è l’uomo che hanno condotto alla cattura del capo della camorra latitante Michele Zagaria. Un numero uno in tutti i sensi, e a Palazzo Chigi ne parlano già come “Un uomo dello Stato” a 360 gradi.


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