25 Aprile, Carlo Picozza: “Mai come oggi una ricorrenza attuale”.
Una ricerca dei giornalisti Carlo Picozza e Gianni Rivolta interamente dedicata al sacrificio dei cronisti che si batterono per la libertà a Roma diventa un libro (Media&Books) in distribuzione in tutta Italia da domani.25 Aprile.
di Pino Nano
Martedì 25 Aprile 2023
Roma - 25 apr 2023 (Prima Notizia 24)
Una ricerca dei giornalisti Carlo Picozza e Gianni Rivolta interamente dedicata al sacrificio dei cronisti che si batterono per la libertà a Roma diventa un libro (Media&Books) in distribuzione in tutta Italia da domani.25 Aprile.

25 Aprile, l’Anniversario della Liberazione, è anche l’occasione per ricordare i giornalisti che si batterono per la libertà a Roma. All’Ordine dei giornalisti del Lazio, è bello ricordarlo, è stata già posata all'entrata della sede di via della Torretta, sede dell'Ente, una lapide "In memoria dei partigiani giornalisti uccisi a Roma per liberare l'Italia dal nazifascismo", su proposta e iniziativa di Carlo Picozza, consigliere regionale dell'Ordine dei giornalisti, autore, con Gianni Rivolta del libro LA Resistenza dimenticata (Media&Books, 2022).

 Un libro da leggere tutto di un fiato, un saggio scritto a quattro mani e che commuove ed emoziona. La “Resistenza dimenticata” racconta nei fatti la vita e l’impegno di sei partigiani dirigendo un fascio di luce nuova sulle azioni di guerriglia, sulle vicende umane e svelando misteri sulla morte di alcuni di loro. “Si tratta – ricorda il giornalista Carlo Picozza- di sei patrioti che, pur avendo avuto un ruolo cruciale nella lotta per la Liberazione dal nazifascismo, sono stati trascurati, quando non addirittura dimenticati, dalla storiografia della Resistenza. Luciano Lusana, Riziero Fantini, Maria Baccante, Salvatore Petronari, Raffaella Chiatti e Anna Carrani sembrano caduti, insomma, in un cono d’ombra”.

 La domanda che il Carlo Picozza pone a sé stesso è questa: “Perché personaggi così importanti per l’insurrezione, non solo romana, contro il nazifascismo, non vengono ricordati come meriterebbero? O, come nel caso di Lusana, capo dei servizi di Informazione del Partito comunista clandestino, responsabile della quarta zona dei Gap, appaiono fatti segno di una rimozione collettiva che sembra voluta?”.

 Sono serviti anni di lavoro, incroci di testimonianze, colloqui orientativi e consultazione di documenti per ultimare il lavoro di scavo con cui gli autori, in alcuni casi, smontano le ipotesi sin qui avanzate, fornendo ragguagli documentali agli atti, ai fatti e ai misfatti, molti inediti, sui quali orientano la loro attenzione.

 

Carlo Picozza, che conosce il mondo del giornalismo romano come nessun altro, ricorda che dei quattro colleghi che hanno sacrificato la loro vita per la democrazia e la libertà, solo tre erano noti. E si deve proprio a Carlo Picozza e alla sua ricerca (poi pubblicata nel libro) su Riziero Fantini, anarchico sentimentale, amico di Errico Malatesta, Sacco e Vanzenti e altre figure di spicco dell'anarchismo internazionale, se anche questo nome figura nel novero dei martiri giornalisti della Liberazione. Così, accanto a Eugenio Colorni, Enzio Malatesta, Carlo Merli, ecco Fantini. Ed ecco il "marmo", in loro ricordo perenne, apposto nell'androne della sede dell'Ordine. La lapide sarà svelata il 30 maggio, presenti le associazioni partigiane, l'Associazione Stampa romana, la Federazione nazionale della stampa, e le altre che si battono per un futuro migliore, le prospettive in crisi della categoria.

 


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