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Ieri, 7 marzo, tre giovani donne della Polizia di Roma Capitale, quartiere Tuscolano, e due donne medico calabresi hanno evitato che una caduta di una donna polacca si trasformasse in una tragedia.
Ieri, 7 marzo, tre giovani donne della Polizia di Roma Capitale, quartiere Tuscolano, e due donne medico calabresi hanno evitato che una caduta di una donna polacca si trasformasse in una tragedia.
8 Marzo dedicato dunque alle donne della polizia municipale di Roma Capitale, che ieri hanno assistito amorevolmente una donna polacca che per un malore si è accasciata per terra battendo la testa sul selciato. Le hanno tenuto compagnia per oltre un’ora e venti minuti, esattamente il tempo necessario perché sul posto arrivasse un’ambulanza dal più vicino distretto sanitario.
Alle 12.45 una donna polacca di mezza età si accascia sul selciato, siamo davanti al supermercato Todis di Via Tuscolana, incrocio con Via Gela, a due passi dalla stazione ferroviaria Tuscolana, zona sempre affollatissima. Quindi, centinaia di testimoni oculari. La donna polacca si accascia per terra, sbatte la testa contro il selciato, e dà immediatamente i primi segni di confusione mentale. Ad aiutarla e a tentare di capire cosa avesse interviene immediatamente una giovanissima dottoressa farmacista calabrese, che era di passaggio davanti al semaforo. Aveva appena finito il suo turno di lavoro, e stava facendo un salto a casa per poi ritornare a lavorare. A questo punto scatta una vera e propria catena di solidarietà umana. Alle 12.50 viene chiamato il 118, e da questo momento incomincia per tutti i presenti una attesa angosciosa. Dopo pochi minuti dalla caduta della signora polacca, arrivano sul posto due pattuglie della polizia municipale di Roma Capitale, tre donne e due uomini, che si mettono subito a disposizione della donna svenuta. Chiamano direttamente la loro centrale operativa, sollecitano l’arrivo dell’ambulanza, ma nulla da fare.
Le donne della polizia municipale si danno da fare, corrono alla farmacia di fronte per recuperare un telo con cui coprire la donna polacca tremante di freddo. La tranquillizzano, e lo fanno con una dolcezza e una disponibilità quasi materna davvero fuori dal comune. Una di loro in particolare, le tiene la mano sulla spalla per consolarla per quasi tutta la durata dell’attesa. Così come fa la giovane farmacista calabrese, che le tiene la mano e il polso, preoccupata forse che il colpo alla testa possa esserle col passare del tempo fatale. Lei si chiama Michelina Turri, è originaria di Palmi, un medico di cui la categoria deve andare fiera. Sul posto cinque minuti dopo la caduta arriva anche un secondo medico, donna anche lei, sappiamo soltanto che è una anestesista dell’ospedale di Cosenza oggi in pensione, e insieme alla collega di Palmi ha aspettato con pazienza l’arrivo dell’ambulanza. Prima che si senta la sirena dell’ambulanza chiamata passerà un’ora e venti dalla prima chiamata delle 12.50, e siamo esattamente a due chilometri soltanto dall’ospedale più grande di Roma che è l’Ospedale di San Giovanni.
Vorremmo potervi dare i nomi delle donne e degli agenti della polizia municipale di Roma accorsi sul posto, ma il loro comando territoriale ci prega di mantenere il riserbo. Ci ripromettiamo allora di scrivere una lettera-aperta di ringraziamento per quanto hanno fatto davanti a tutti al sindaco di Roma Capitale, perché vada fiero di donne in divisa come queste, sono del 7° Gruppo Tuscolano, Ex Appio, di stanza in Via Macedonia, e che ieri hanno dimostrato quanto può essere fondamentale prendersi cura di una persona che soffre nel finimondo e nel caos di un incrocio come questo. Naturalmente il grazie va anche ai loro colleghi di lavoro, presenti sul posto.
Otto marzo dedicato a loro dunque, a queste donne, alla dottoressa-farmacista di Palmi, all’anestesista di Cosenza, alle donne della polizia municipale di Roma Capitale, e ai loro colleghi per questa pagina da libro cuore che ci hanno permesso oggi di ricostruire per tutti voi. Grazie davvero ancora e non basteranno tutte le mimose del mondo a ripagare la vostra carezza umanitaria.
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