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- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Alfredo Cospito resta al 41 bis: respinto il ricorso contro il rinnovo del carcere duro
Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha confermato il regime di 41 bis per l'anarchico Alfredo Cospito, respingendo il reclamo presentato dalla difesa contro il rinnovo disposto dal Ministero della Giustizia. Resterà detenuto nel carcere di Sassari.
Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha infatti respinto il ricorso presentato dalla difesa contro il decreto del Ministero della Giustizia che aveva prorogato per altri due anni il regime di carcere duro. La decisione conferma quindi la validità del provvedimento ministeriale e lascia invariata la posizione detentiva dell'anarchico, sottoposto alle misure speciali previste dall'articolo 41 bis dell'ordinamento penitenziario.
Respinto il reclamo della difesa
L'istanza era stata presentata dall'avvocato Flavio Rossi Albertini, legale di Cospito, che aveva chiesto l'annullamento del decreto con cui il Ministero aveva disposto il rinnovo del regime speciale. I giudici del Tribunale di Sorveglianza, però, hanno rigettato il reclamo, ritenendo legittima la proroga del 41 bis. Di conseguenza, Cospito resterà detenuto nel carcere di Sassari, dove si trova dal 2022.
Il 41 bis dal 2022
L'anarchico è sottoposto al regime di carcere duro dal 2022, decisione che negli anni ha acceso un ampio dibattito politico e giuridico. Il 41 bis è un regime detentivo speciale previsto per impedire ai detenuti ritenuti particolarmente pericolosi di mantenere contatti con organizzazioni criminali o terroristiche all'esterno del carcere. Con la pronuncia del Tribunale viene quindi confermata la scelta del Ministero della Giustizia di mantenerlo in questo regime anche per il prossimo biennio.
La condanna per l'attentato del 2006
Alfredo Cospito sta scontando una condanna a 23 anni di reclusione per l'attentato compiuto nel 2006 davanti alla Scuola Allievi Carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo. In quell'occasione furono collocati due ordigni esplosivi che non provocarono vittime né feriti. La vicenda giudiziaria ha avuto un lungo iter processuale e l'azione è stata qualificata come strage contro la sicurezza dello Stato, configurazione che ha portato a una condanna particolarmente severa. Con la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma si chiude, almeno per il momento, un nuovo capitolo della battaglia legale intrapresa dalla difesa per ottenere la revoca del regime di 41 bis.
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