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- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Università, scontro Bernini-Giachetti sul target Pnrr: "Abbiamo trovato le tende, lasciamo studentati". La replica: "Prezzi inaccessibili"
Il ministro difende le tariffe, calcolate tra i 150 e i 300 euro. Il deputato di Iv: "Fondi usati per modelli troppo alti".
I modelli di gestione del piano di edilizia scolastica e universitaria e i vincoli tariffari stabiliti dai decreti attuativi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza aprono un fronte di duro scontro politico all'interno del Parlamento.
Durante la seduta dedicata al sindacato ispettivo nell'aula della Camera dei Deputati, presieduta dal vicepresidente Giorgio Mulè, la ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha difeso i provvedimenti varati dall'esecutivo in materia di alloggi per studenti, definendoli come un'operazione di housing sociale senza precedenti, mentre le forze di opposizione hanno contestato l'efficacia dei bandi rispetto alla reale capacità di spesa della platea studentesca.
L'esponente del governo ha preliminarmente respinto le tesi relative a un ridimensionamento degli obiettivi strutturali concordati con le autorità europee, dettagliando l'articolazione tecnica dei canali di finanziamento attivati in collaborazione con gli enti locali.
Sul punto, l'argomentazione ufficiale espressa da Bernini ha rivendicato la concretezza delle misure messe in campo: "Sull’housing universitario il governo ha messo in campo azioni concrete e certificate. Il resto è polemica politica che non sarà sufficiente a sminuire o ad oscurare la più grande operazione di housing sociale per gli studenti fatta nel nostro Paese. Questo governo ha trovato le tende e lascia gli studentati, anche se questo può disturbare.
Il target PNRR sui posti letto non è stato ridotto, ciò che ha detto l’onorevole Giachetti semplicemente non è giusto: sono e rimangono 60.000, 30.000 realizzati con il bando Housing universitario ed altri 30.000 con lo strumento finanziario introdotto dall’ultima legge di bilancio su espressa domanda dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, con cui abbiamo fatto un accordo di collaborazione, e dei soggetti pubblici che ci hanno chiesto di avere più tempo. Quindi non esistono soggetti privati che hanno avuto dei vantaggi indebiti".
La titolare del Mur ha poi affrontato il tema dei canoni di locazione, escludendo l'esistenza di speculazioni all'interno dei plessi finanziati con risorse pubbliche e precisando le regole di ingaggio per i gestori, sia pubblici che privati: "Quanto ai canoni, gli studentati pubblici e il mercato privato semplicemente non sono comparabili, perché il mercato privato per gli studenti semplicemente non esiste. Il prezzo delle stanze PNRR comprende servizi essenziali e servizi extra.
Gli studentati PNRR si trovano nelle principali città italiane e sedi di università, dove le tariffe per il diritto allo studio riservate al 30% degli studenti che vi accedono devono essere applicate dal gestore pubblico o privato, anche nel caso in cui l’ente per il diritto allo studio non sia in grado di collocare un numero corrispondente di studenti attraverso proprie graduatorie. In tal caso il gestore, pubblico o privato, deve formare autonomamente la propria graduatoria alle stesse condizioni previste dall’ente per il diritto allo studio con tariffe inferiori al valore di mercato che vanno dai 150 ai 300 euro, non esattamente una tariffa di lusso. Sono dati certificati".
La ricostruzione analitica esposta dalla ministra è stata tuttavia rigettata dal deputato di Italia Viva - Casa Riformista, Roberto Giachetti, che ha sollevato dubbi sulla corrispondenza tra i servizi accessori inclusi nei contratti e le reali necessità degli studenti, evidenziando il rischio di una deriva commerciale dei complessi immobiliari.
Nel corso della sua replica, Giachetti ha manifestato il proprio dissenso sia sul metodo comunicativo sia sul merito dei criteri economici adottati: "Signora ministra non so come faccia a dire i dati che le do io che ancora non glieli ho dati o faccia una cosa, li chieda direttamente agli studenti. Ma è normale che la ministra si metta ad agitare i fogli… Io vado avanti se mi è consentito e se non ho una ministra che sventola i fogli. I numeri glieli daranno gli studenti, quelli che rimarranno fuori, perché i prezzi che saranno messi in campo sono praticamente inaccessibili.
Per essere chiari, il punto non è se nei canoni saranno comprese le utenze o altri servizi, il punto è che stiamo parlando di alloggi costruiti grazie a un contributo pubblico di circa 20.000 euro per posto letto e quei finanziamenti erano destinati a ridurre il costo dell’abitare per studenti, non a consentire modelli tariffari più alti del mercato. Ma chi l’ha detto che uno studente vuole la mensa? Ma se quello vuole mangiare un panino e vuole spendere di meno?
C’è un secondo elemento che deve essere chiarito. I bandi consentono nei periodi di sospensione dell’attività didattica l’utilizzo delle strutture per finalità turistico-ricettive a prezzi di libero mercato. È una scelta che rischia di snaturare la funzione di un investimento finanziato con risorse pubbliche e pensato per garantire il diritto allo studio.
Per questo signora ministra, mentre sventola i fogli e fa la maestrina, le abbiamo chiesto di darci delle informazioni chiare per intervenire e correggere quello che avete sbagliato, e che non paga lei con i suoi proclami, ma pagano gli studenti".
La controversia parlamentare conferma la delicatezza del dossier relativo al monitoraggio dei target comunitari del Pnr, posizionando il tema dei costi della residenzialità studentesca al centro dell'agenda politica e del confronto tra l'esecutivo e le rappresentanze giovanili sul territorio.
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