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L'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità registra 262 casi legati al consumo di molluschi nei primi tre mesi dell'anno. Campania, Lazio e Puglia le regioni più colpite dal picco epidemico.
L'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità registra 262 casi legati al consumo di molluschi nei primi tre mesi dell'anno. Campania, Lazio e Puglia le regioni più colpite dal picco epidemico.
Non si ferma l’allarme epatite A in Italia e i numeri confermati dall'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) delineano uno scenario preoccupante.
Nei primi tre mesi del 2026 si è registrato un netto rialzo dei casi notificati, con un picco critico nel mese di marzo, quando 160 pazienti hanno riportato l’esordio dei sintomi.
L’analisi dei fattori di rischio collega direttamente l'impennata delle infezioni al consumo di frutti di mare: “262 casi nei primi 3 mesi 2026 riportano questa esposizione, contro appena 43 nello stesso periodo del 2024”.
La situazione epidemica attuale appare alimentata soprattutto dai focolai registrati in Lazio, Campania e Puglia, confermando un trend di crescita già osservato nel 2025, anno che aveva chiuso con 631 casi totali rispetto ai 443 dell'anno precedente.
Oltre al canale alimentare, i dati dell'Iss evidenziano un innalzamento delle infezioni legate alla trasmissione sessuale, in particolare tra gli uomini che fanno sesso con uomini, fenomeno che ha inciso per il 23,1% sul totale dei casi del 2025 e che conta già 26 segnalazioni nel primo trimestre del 2026.
“Nelle ultime settimane si sta registrando un incremento dei casi di epatite A soprattutto in Campania”, ribadisce l’Istituto Superiore di Sanità, che sta partecipando attivamente alle attività di risposta e mitigazione per arginare la diffusione del virus.
Gli esperti ricordano che la trasmissione per via alimentare può essere efficacemente contrastata attraverso una rigorosa igiene personale e la cottura completa degli alimenti, sottolineando l'importanza del lavaggio frequente delle mani e della sanificazione di frutta e verdura.
Un ruolo fondamentale nella prevenzione è giocato dal vaccino, considerato uno strumento estremamente efficace e capace di fornire protezione per diversi anni.
La vaccinazione è caldamente raccomandata non solo per chi viaggia in aree ad alta endemicità come Africa, Asia Sudorientale o Sudamerica, ma anche per i soggetti con epatiti croniche o persone con comportamenti sessuali a rischio.
L'Iss ricorda inoltre che la profilassi vaccinale risulta efficace anche nella prevenzione dei casi secondari, purché somministrata a chi è entrato in contatto con pazienti infetti entro 15 giorni dall'insorgenza dei primi sintomi, rappresentando un argine decisivo contro l'ulteriore propagazione dei contagi sul territorio nazionale.
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