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- Roma - Giovedì 4 Giugno 2026
Allarme Onu sul ritorno di "Super El Niño": rischio di eventi meteorologici estremi ed effetti devastanti su scala globale
Le anomalie termiche nel Pacifico equatoriale e i dati sull'oscillazione meridionale indicano un evento potenzialmente intenso, capace di amplificare il riscaldamento globale e causare gravi impatti su agricoltura, risorse idriche e salute pubblica. Le Nazioni Unite sollecitano una preparazione urgente per mitigare i rischi associati.
L'equilibrio climatico del pianeta si appresta a subire una profonda e pericolosa alterazione nel corso dei prossimi mesi. L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha lanciato un appello formale a tutte le cancellerie e alle istituzioni internazionali affinché predispongano piani di emergenza strutturati per fronteggiare la transizione verso una nuova e intensa fase di El Niño.
Stando all'ultimo bollettino tecnico diramato dall'agenzia, incentrato sulle oscillazioni cicliche dell'atmosfera equatoriale, i modelli matematici stimano all'80% la probabilità che il fenomeno si manifesti pienamente nel trimestre compreso tra giugno e agosto di quest'anno.
La percentuale sale oltre il 90% se si considera la persistenza delle anomalie termiche almeno fino al mese di novembre. Le rilevazioni oceanografiche condotte tra la fine di aprile e la metà di maggio indicano che la porzione superficiale del Pacifico equatoriale centro-orientale ha già raggiunto i parametri termici che precedono l'innesco del fenomeno.
A determinare questa accelerazione è la presenza di masse d'acqua profonde caratterizzate da temperature eccezionali, superiori di oltre sei gradi rispetto alle medie storiche del periodo: un immenso accumulo termico che sta progressivamente riscaldando gli strati marini di superficie.
Anche i dati relativi all'indice di oscillazione meridionale (SOI), che monitora la pressione e la componente atmosferica accoppiata all'oceano, confermano la piena compatibilità con lo sviluppo di un evento che la maggior parte dei centri di calcolo valuta come almeno moderato, con il forte rischio di assistere a una configurazione di straordinaria potenza.
I dati elaborati dall'OMM costituiscono la principale bussola per i programmi di assistenza umanitaria e per la pianificazione in comparti nevralgici quali la gestione delle risorse idriche, la produzione agricola, i mercati energetici e la sanità pubblica.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha diffuso un videomessaggio di forte impatto per scuotere la diplomazia mondiale, inquadrando lo scenario in un contesto di massima urgenza ambientale: “Gli effetti saranno più intensi, si estenderanno oltre i confini geografici e colpiranno con rapidità devastante”.
L'esponente dell'Onu ha rimarcato come la comparsa di questo ciclo climatico andrà a sovrapporsi e ad amplificare il trend di surriscaldamento globale già in atto, rendendo improrogabile l'accelerazione della transizione ecologica, l'abbandono progressivo delle fonti fossili e il potenziamento dei sistemi di sicurezza e protezione per le comunità storicamente più esposte. A delineare i potenziali risvolti sul territorio è stata anche la Segretaria Generale dell'OMM, Celeste Saulo.
La scienziata ha avvertito che l'intera comunità internazionale deve prepararsi a un episodio potenzialmente violento, capace di esasperare la frequenza e la gravità di prolungate siccità, nubifragi, precipitazioni estreme e ondate di calore anomale sia sulle terre emerse sia negli ecosistemi marini.
I vertici dell'organizzazione hanno ricordato che il precedente ciclo di El Niño, registrato a cavallo tra il 2023 e il 2024, è entrato nella cinquina degli eventi più intensi mai documentati dalla meteorologia moderna, giocando un ruolo chiave nel picco di temperature record che ha contraddistinto il 2024.
Il monitoraggio delle Nazioni Unite resterà costante per tutta la durata dell'anno: la disponibilità di previsioni stagionali accurate e sistemi di allerta precoce rappresenterà l'unica barriera efficace per tutelare le vite umane e ridurre l'impatto economico sui territori interessati.
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