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  • Roma - Mercoledì 15 Luglio 2026

Il Lago Trasimeno muore, ma la politica gioca allo scaricabarile (mentre i chironomidi banchettano)

Il Lago Trasimeno è in grave crisi, soffocato da siccità e chironomidi, mentre le istituzioni si rimpallano le responsabilità senza agire.

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di Luca Ferrante

Il nostro amato Lago Trasimeno sta scomparendo sotto i nostri occhi, soffocato dal fango, da una siccità implacabile e, soprattutto, dall'incompetenza di chi dovrebbe tutelarlo.
Mentre l'acqua si ritira a livelli record e le darsene si insabbiano, siamo costretti ad assistere al solito, vergognoso spettacolo : il circo dello scaricabarile istituzionale. Nessuno è colpevole, eppure il disastro è sotto gli occhi di tutti.

Come se non bastasse l'agonia biologica del bacino, residenti e turisti quest'anno devono fare i conti con un incubo medievale : le invasioni bibliche di chironomidi. Questi moscerini, che proliferano indisturbati grazie al surriscaldamento delle acque basse, al limo accumulato e alla totale assenza di correnti, stanno letteralmente sequestrando il territorio.
Gettano i commercianti nella disperazione, costringono i ristoratori a tenere le serrande abbassate e costringono i turisti alla fuga. E cosa fa la politica di fronte a questa piaga? Esattamente quello che fa per la crisi idrica: scarica il barile.

I Comuni allargano le braccia e dicono di non avere i fondi per i trattamenti biologici (i famosi toxi-active o i trattamenti larvicidi), implorando la Regione.
La Regione Umbria risponde che la gestione spetta alle amministrazioni locali o che mancano i pareri tecnici e ambientali aggiornati da parte degli enti di controllo.
La burocrazia si mette di mezzo bloccando i fondi destinati ai trattamenti, mentre le ASL e i centri di ricerca rimbalzano le competenze su come e quando intervenire per non danneggiare l'ecosistema (quel poco che ne è rimasto).

Il risultato? Le zanzariere non bastano più, le attività economiche muoiono e i politici continuano a guardarsi l'un l'altro chiedendosi: "Chi doveva firmare la delibera?"
Si parla da decenni delle stesse identiche opere di salvataggio, rimaste puntualmente sulla carta:
I dragaggi mai completati, che avrebbero evitato il formarsi di quella "poltiglia calda" ideale per la nascita delle larve di chironomidi.
L'adduzione delle acque dall'invaso di Montedoglio, bloccata da infiniti nodi burocratici e veti incrociati tra regioni.
I piani di contenimento dei moscerini, puntualmente attivati in ritardo, quando l'invasione è ormai fuori controllo e i trattamenti diventano inutili palliativi.
Mentre la politica gioca a chi passa il cerino più in fretta, a pagare il conto sono sempre gli stessi: le imprese turistiche e ricettive lasciate in ginocchio, i pescatori, i cittadini tormentati e un patrimonio paesaggistico inestimabile lasciato letteralmente evaporare.
Basta con i rimpalli di responsabilità! Chi siede sulle poltrone, a qualsiasi livello (comunale, regionale o nazionale), è direttamente complice di questo disastro annunciato. Il Trasimeno non ha bisogno di comunicati stampa indignati, di scuse patetiche o di "tavoli tecnici" per contare i moscerini.
Servono fatti immediati, fondi sbloccati ora e interventi strutturali. Svegliatevi e fate il vostro dovere, prima che del lago rimanga soltanto una pozzanghera invasa dai chironomidi e il ricordo delle vostre scuse.

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