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  • Roma - Venerdì 19 Giugno 2026

Alpi, Chamonix: allarme sul Monte Bianco, il ghiacciaio Bossons si ritira inesorabilmente

Nella lingua inferiore dell'apparato glaciale si è aperta una profonda spaccatura, evidenziando il forte ritardo nell'attuazione delle politiche di adattamento.

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La crisi climatica continua a produrre effetti devastanti sugli ecosistemi d'alta quota, procedendo senza sosta a dispetto della marcata perdita di attenzione da parte dell'agenda politica e del dibattito internazionale. Le prime settimane dell'estate 2026 sono state contraddistinte da picchi termici eccezionali in diversi quadranti del pianeta, uno scenario critico a cui non stanno corrispondendo interventi concreti e tempestivi sul fronte delle strategie di adattamento del territorio.

La testimonianza più recente e drammatica di questa deriva ambientale arriva direttamente dal massiccio del Monte Bianco. Sotto i riflettori degli scienziati è finito il ghiacciaio Bossons, autentico fulcro naturale e simbolo paesaggistico della valle di Chamonix. All'interno della sua lingua terminale inferiore – una porzione che nel corso degli anni Ottanta mostrava ancora una presenza imponente capace di spingersi fino al fondovalle – si è registrato il cedimento strutturale della massa gelata con l'apertura di un'ampia fenditura.

L'insorgere della seconda ondata di calore di questa stagione ha inferto danni gravissimi alla stabilità della struttura, determinando un arretramento progressivo e apparentemente inarrestabile del fronte glaciale.

Questo fenomeno rappresenta un ulteriore e inequivocabile segnale di pericolo, l'ennesimo riscontro oggettivo di un'emergenza planetaria che non può più essere derubricata o ignorata, nonostante l'atteggiamento reticente e la sostanziale inazione mantenuta da numerosi governi e dai vertici delle grandi corporazioni industriali.

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