Antonio Dal Cin: "la mia (non) vita con l’absestosi da amianto".
Parla il Finanziere sopravvisuto all'amianto che ha vinto la causa contro il Ministero dell'interno e delle Finanze.
(Prima Notizia 24)
Sabato 04 Dicembre 2021
Roma - 04 dic 2021 (Prima Notizia 24)
Parla il Finanziere sopravvisuto all'amianto che ha vinto la causa contro il Ministero dell'interno e delle Finanze.

E’ la storia del finanziere Antonio Dal Cinsopravvissuto all’amianto e all’asbestosi che ha ottenuto  la condanna, da parte del Tribunale di Latina, dei Ministeri dell’Interno e delle Finanze, con il riconoscimento di due vitalizi e un risarcimento di 90mila euro

 

Quando ha scoperto la malattia?

 “Da tempo ho iniziato ad avere problemi respiratori, prima una forma di asma bronchiale, fino ad arrivare ad una bronchite cronica. L'asbestosi pleurica mi è stata diagnosticata dalla Sanità militare nel 2013, più precisamente dal Ministero della Difesa, Dipartimento di Militare di Medicina Legale di Roma, Prima Commissione Medica Ospedaliera, che ha espresso giudizio diagnostico pronunciato all'unanimità. Successivamente, anche la ASL di Latina ha pronunciato lo stesso giudizio diagnostico. Tengo a precisare che l'Amministrazione Guardia di Finanza non mi ha mai sottoposto a "Sorveglianza Sanitaria". Anzi, tuttora non riesco a capacitarmi del fatto che sono stato trasferito in una caserma con amianto (una delle 111 caserme del corpo), dove ho subito l'ennesima esposizione ad uno dei più micidiali cancerogeni del pianeta. Questo, sebbene la Guardia di Finanza fosse a conoscenza della patologia mortale che mi affligge.”

     Quali sono le conseguenze fisiche che ha vissuto e che sta vivendo?

 “Questa grave malattia respiratoria ti toglie lentamente il respiro, senza concedere alcuna tregua. La senti, la vivi, è sempre presente. Hai l'affanno, la tosse che a volte non ti lascia un attimo, il fiato corto, con affaticamento ai minimi sforzi fisici e comparsa di tachicardia anche a riposo. E' una malattia altamente invalidante, quasi sempre ad esito infausto, anche quando non degenera nel mesotelioma o nel carcinoma polmonare e/o bronchiale. Se non respiri, non vivi, e così mi sta accadendo. Con il passar del tempo, diventi prigioniero del tuo corpo. Ti affatichi sempre di più ai minimi sforzi fisici ed è incredibile come riesce a vivere chi ne è colpito. Non esistono cure, ma è possibile curare le infezioni. Purtroppo, non si sfugge al suo crudele destino”.

 Quanto è cambiata la sua vita?

 “La mia vita è cambiata significativamente, sono 10 anni che praticamente non esco di casa, se non per primarie necessità. Non svolgo più tutte quelle attività della vita quotidiana che prima normalmente riuscivo a compiere e questa condizione mi prova tantissimo dal punto di vista psicologico. Non si riesce ad accettare di non poter riuscire a fare qualcosa che gli altri fanno normalmente. Inoltre, si vive con la paura di morire, perchè l'amianto uccide chiunque inali, ma anche ingerisca le sue fibre mortali. Come dico sempre, l'unica fibra non pericolosa per la nostra salute è quella che non respiriamo. Una volta che l'amianto prende il possesso del corpo, non c'è più niente da fare”.

     Cosa la sta facendo soffrire di più?

“Vedere i miei figli che soffrono nel vedermi star male. Tanto per fare un esempio, non riesco a portarli al mare, mi stanco a camminare, andare in bicicletta, non ho mai giocato a pallone con mio figlio. Mi stanco subito appena faccio qualsiasi cosa. Un'altra cosa che mi fa soffrire è l'indifferenza dello Stato e delle Istituzioni nei confronti di un problema, quello dell'amianto, che non può e non deve essere considerato privato. In Italia, oltre 6.000 persone muoiono ogni anno di patologie asbesto correlate, e si sta abbassando l'età in cui ci si ammala. Occorre che vi sia una consapevole presa di coscienza da parte delle Istituzioni, perchè quello dell'amianto è un problema sociale di rilevante importanza”. 


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