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L'oro tocca i 5.391 dollari, mentre lo spettro del blocco di Hormuz spinge il gas al +20% e fa volare i titoli della difesa.
L'oro tocca i 5.391 dollari, mentre lo spettro del blocco di Hormuz spinge il gas al +20% e fa volare i titoli della difesa.
L’apertura della settimana finanziaria è segnata da un profondo nervosismo a seguito dell’attacco militare congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, un’escalation che ha trascinato i principali indici globali in territorio negativo.
Piazza Affari apre la seduta in netto calo, con il Ftse Mib che lascia sul terreno l’1,87% attestandosi a 46.325 punti. La tensione colpisce duramente il comparto bancario, con Intesa e Popolare Sondrio che registrano un calo teorico del 4%, mentre Stellantis affonda del 6%.
In netta controtendenza brillano i titoli legati alla difesa e all’energia: Leonardo balza del 6% ed Eni segna un +4,7%.
Il clima di incertezza avvolge l’intera Europa, dove lo Stoxx 600 perde l’1,5%. Madrid è la peggiore con un -2,6%, seguita da Milano (-2,1%), Francoforte (-1,7%, con un avvio shock a -2,33%), Parigi (-1,6% dopo un inizio poco mosso a -0,04%) e Londra (-0,9%).
Le vendite colpiscono massicciamente il lusso (-4%) e l'auto (-3%), con banche (-3%) e assicurazioni (-1,5%) in forte sofferenza, mentre le utility contengono il calo allo 0,3% nonostante il prezzo del gas sia schizzato del 20% toccando i 38,45 euro al megawattora.
L'instabilità nell'area dello stretto di Hormuz ha innescato un'impennata dei prezzi delle materie prime, con il settore energia che guadagna il 3,4%. Il petrolio registra un balzo significativo: il Wti sale del 7,5% a 72,11 dollari al barile e il Brent guadagna l’8,1% raggiungendo i 78,79 dollari.
Anche l'oro, tradizionale bene rifugio, si porta a 5.391 dollari l'oncia con un aumento del 4,1%.
Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund sale a 64 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,30% e quello tedesco al 2,66%. Il dollaro mostra i muscoli nel mercato valutario, portando l'euro a scendere fino a 1,1737, mentre perdono terreno anche la sterlina e il franco svizzero.
La crisi ha travolto precedentemente anche le piazze asiatiche, tutte in netto calo tranne Shanghai (+0,5%). Tokyo ha chiuso a -1,35% con lo yen a 156,80 sul dollaro e poco sopra 184 sull'euro; pesanti le perdite a Hong Kong (-2%), Mumbai (-1,8%), Seul (-1%) e Shenzhen (-0,6%).
L'allarme si sposta ora verso gli Stati Uniti, dove i future di Wall Street anticipano una seduta difficile: il Nasdaq 100 cede il 2% e lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,6%.
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