Inaugurata a Viterbo, al Museo dei Portici del Palazzo dei Priori, la mostra “Michelangelo e la Cappella Sistina. I disegni di Casa Buonarroti in dialogo con Sebastiano del Piombo”.
La mostra, visitabile fino al 15 gennaio 2023, nasce da un’idea del noto storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, Assessore alla Bellezza del Comune di Viterbo, Sindaco di Sutri e Sottosegretario al Ministero della Cultura. E’ curata da Cristina Acidini e Alessandro Cecchi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Casa Buonarroti, prodotta e organizzata dall’Associazione MetaMorfosi in collaborazione con il Comune di Viterbo.
Al Museo dei Portici sono messi a confronto i capolavori dipinti da Sebastiano del Piombo, la Flagellazione di Cristo e la Pietà, e una selezione di disegni autografi di Michelangelo, concessi in prestito dalla Fondazione Casa Buonarroti, grazie ai quali si può ripercorrere il lungo e complesso processo creativo che portò il maestro toscano a realizzare la decorazione della Cappella Sistina e del Giudizio Universale.
Alla base dell’esposizione la profonda e storica amicizia che legava Michelangelo a Sebastiano del Piombo e il loro reciproco proficuo rapporto di stima e collaborazione che nacque nel 1512 circa non appena il veneziano arrivò a Roma, chiamato dal banchiere Agostino Chigi suo grande mecenate.
La loro unione era talmente forte che Buonarroti fu addirittura il padrino del primogenito di Sebastiano. Questo incontro giovò molto anche alla pittura di Michelangelo. Sebastiano fu influenzato dal plasticismo e dal movimento delle figure michelangiolesche, mentre il Buonarroti studiò e fece proprio l'utilizzo dei colori brillanti di Sebastiano.
A fare da collante alla loro complicità ci sarebbe stato il disagio che Michelangelo provava verso i crescenti successi di Raffaello, suo giovane rivale, che fin dal suo arrivo a Roma aveva attirato e ottenuto una grande attenzione e un forte sostegno da parte dei ricchi committenti romani provocando la reazione di Michelangelo che temeva d’esser sorpassato dall’urbinate.
“Non era mai accaduto che i due capolavori di Sebastiano del Piombo conservati a Viterbo e ora accolti in un nuovo allestimento nel Palazzo dei Priori - dichiara Vittorio Sgarbi - fossero messi a confronto con i disegni di Michelangelo di Casa Buonarroti, relativi alle due fasi della Cappella Sistina . L’accostamento è tanto più utile perché sul retro delle due tavole, “ci sono disegni che forse sono di Michelangelo – afferma Vittorio Sgarbi - quindi anche se fossimo convinti che i capolavori siano di Sebastiano l’idea, l’intuizione il punto di partenza è Michelangelo quindi la mostra è perfetta”. Dunque è assai difficile attribuire i disegni all’uno o all’altro pittore, in quanto, come intuì il Vasari, esprimono un’unica visione e un unico sentimento.
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